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Foto: Aiello

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"Separare lo sport dalla violenza": presentata oggi la carta dei diritti dei ragazzi

Intesa tra il Comune, Panathlon Club Trieste e Aidda (Associazione imprenditrici e donne dirigenti di azienda). Tra i diritti dei ragazzi ""avere la possibilità di diventare un campione, oppure di non esserlo"

Un'intesa tra comune e associazioni per valorizzare lo sport tra i giovani e i suoi principi etici con le "carte panathletiche dei diritti dei ragazzi  e delle ragazze nello sport e dei doveri del genitore nello sport", che sono state presentate stamattina davanti alla sala Fittke dall'assessore ai Giovani Francesca de Santis, ai presidenti del PanathlonClub Trieste, Fulvio Bronzi e  di Aidda (Associazione imprenditrici e donne dirigenti di azienda) Lilli Samer.

Nella carta dei diritti dei ragazzi nello sport troviamo alcuni punti per nulla scontati quali "essere trattati con dignità", "essere allenati ed educati da persone competenti", "ricevere un allenamento adatto alla loro età, ritmo e capacità individuale" e soprattutto "avere la possibilità di diventare un campione, oppure di non esserlo". La carta dei doveri dei genitori, invece, prevede che "la scelta della disciplina sportiva spetta ai figli in totale autonomia e senza condizionamenti" e consiglia di "evitare che i figli , fino all'età di 14 anni, pratichino pesanti attività agonistiche, salvo discipline formative, privilegiando lo sport ludico e ricreativo" e di "ricordare loro che le sconfitte aiutano a crescere".

“In questo periodo di forzata asocialità - ha dichiarato De Santis” che costringe i nostri giovani a stare lontani dai loro coetanei e dal mondo dello sport e quindi con i valori che esso porta con sé, vogliamo ribadire il nostro supporto a questa carta dei diritti e dei doveri dei giovani sportivi e divulgarla tra tutte le associazioni affinché se viva lo sport con il faro di questi valori ben presente. Nella speranza di tornare presto a praticarlo dal vivo”

Samer ha poi sottolineato il valore dello sport in ambito educativo: “Una pratica preziosa da preservare contro qualsiasi tentativo di trasformarla in violenza, odio e pretesa”, e citando Nelson Mandela ha dichiarato che: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era la disperazione”.

Un ringraziamento per aver accolto il lavoro svolto è stato rivolto dal Presidente del Panathlon, Fulvio Bronzi: “Le raccomandazioni etiche rivolte a giovani e a famiglie rappresentano un messaggio importante che sarà portato avanti nelle scuole e nelle società sportive". È stato ricordato che lo sport è stato riconosciuto un diritto fondamentale dei ragazzi dalle Nazioni Unite perché è un linguaggio universale che travalica le differenze fisiche di sesso e di razza

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