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"Lo start-up d'impresa" fa il pieno alla Stazione Marittima: successo per l'iniziativa del Rotary

Anche la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani al Forum organizzato da Distretto Inner Wheel 206-Italia e Distretto Rotary 2060. Premio Rotary "Quando la volontà vince ogni ostacolo" alla campionessa di nuoto paraolimpico Maria Bresciani e al produttore di protesi tecnologicamente avanzate Fulvio Marotto

Per creare una impresa nuova e innovativa avere un’idea vincente non basta. Ci vuole lungimiranza e coraggio, caparbietà e determinazione. Amore per il rischio da una parte; capacità di tessere reti di supporto dall’altra. Eccoli gli ingredienti per fare un’impresa di successo negli anni della crisi. Sono stati illustrati tutti sabato a Trieste, in una gremita sala conferenze del Molo IV, dove si è tenuto il Forum interassociativo “LO START UP D’IMPRESA: l’evoluzione di un’idea vincente”, promosso dal Distretto Inner Wheel 206 e dal Distretto Rotary 2060.

Dopo il saluto delle autorità rotariane, ad aprire “formalmente” i lavori è stata la presidente della Regione FvgDebora Serracchiani. »Cito Renzo Piano quando dico che “possiamo rammendare l’esistente senza inventarci nulla”. Noi il nostro esistente lo dobbiamo valorizzare con tutte le energie possibili, a partire, per esempio dall’Area Science Park, che ha appena dato vita a “Tilt” il nuovo distretto tecnologico dedicato all’innovazione». 

La parola è poi passata al rettore dell’Università di Trieste, Maurizio Fermeglia, che ha spinto lo sguardo al 2030 per anticipare la

Il convegno è entrato nel vivo con il dibattito, moderato dal giornalista Luigi Bacialli, tra le figure di spicco del panorama economico: il professor Mauro Giacca, direttore dell’International Centre for Genetic Engeneering and Biotechnology, la professoressa Chiara Mio, presidente di Banca Popolare FriulAdria SpA e l’ingegner Giorgio Carcano, fondatore del parco tecnologico ComoNext.

Due le start up elette a esempi virtuosi da seguire: Ulisse Biomed, azienda nata nel 2015 all’Area Science Park di Trieste per sviluppare un metodo diagnostico rapido ed economico per il papillomavirus, agente responsabile dell’insorgenza del tumore alla cervice uterina, rappresentata dalla biologa Bruna Marini e Impact Hub Trieste, spazio di coworking e acceleratore di primo miglio per dare sostegno ai giovani imprenditori, presentato dal suo CEO Stefania Quaini.

Momento focale dell’evento la consegna del premio Rotary “Quando la volontà vince ogni ostacolo”. «Un premio istituito nel 1990 – ha spiegato dal palco la Governatrice del Distretto 206, Donatella Polizzi Nicolich - e dedicato a coloro che, colpiti da grave handicap, grazie a tenacia, perseveranza e intelligenza e nonostante le menomazioni fisiche, sono riusciti ad affermarsi nella vita e nel lavoro».

Due i premiati di quest’anno. Il riconoscimento è stato assegnato alla giovane campionessa di nuoto paraolimpico Maria Bresciani, classe 1995 e originaria di Cremona. Affetta da sindrome di Down, nel 2014 è diventata campionessa del mondoin cinque specialità, e detiene più di trenta titoli tra mondiali, europei e italiani. L’atleta, presente in video perché impegnata negli allenamenti invernali, ha ringraziato il Rotary per il Premio «cui dedicherò tutto il mio impegno per arrivare nelle prossime finali». Il Premio è stato consegnato alla madre.

Il riconoscimento è stato assegnato anche a Fulvio Marotto, gambe e mani amputate da quando, nel 2013, è stato affetto da una grave polmonite mal curata. L’uomo, carrozziere di Villorba, non s’è arreso alle dure condizioni imposte dalla vita e ha reagito progettando delle protesi così tecnologicamente avanzate da permettergli non solo di condurre una vita normale, ma anche di praticare gli sport più estremi: sci, pattinaggio e canoa. «Nel 2014 - ha detto Marotto a margine  del convegno - sono stato il primo uomo al mondo con quattro amputazioni a conseguire la patente per la moto. Quando posso, aiuto le persone che me lo chiedono costruendo delle protesi adatte alle loro condizioni; ma mi rendo conto che la mia capacità di superare le paure contagia più i normodotati che i disabili».

Il governatore del Distretto Rotary 2060, Giuliano Cecovini, ha illustrato il “Rotary per il lavoro”, nuovo strumento di microcredito messo a disposizione dei giovani professionisti che non hanno le garanzie per accedere ai finanziamenti bancari con cui sviluppare le loro idee di successo. «Abbiamo istituito un fondo di garanzia per fare in modo che le banche si rivalgano sul Rotary nel caso in cui gli aderenti non riescano a restituire il finanziamento ottenuto - ha detto -. A differenza degli altri tipi di microcredito, “Rotary per il lavoro” offre agli aderenti un sostegno concreto e pratico per affiancarli nelle pratiche necessarie a ottenere le autorizzazioni del caso, fornendo dunque un’attività di tutoraggio unica, che li affianca fino alla conclusione del pagamento. Il progetto è entrato a regime a giugno 2015 con l’arrivo dei primi finanziamenti: complessivamente sono le 6 iniziative finanziate nel Triveneto per un totale di 14 nuovi posti di lavoro. All’attivo abbiamo altre 10 iniziative: contiamo che saranno finanziate entro giugno 2016».

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