rotate-mobile
Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Protesta in porto: "Domani al lavoro" poi il dietrofront: "Presidio fino al 20"

Colpo di scena da parte di Stefano Puzzer che dà la colpa al comunicato fatto uscire poco dopo le 19:30. "E' stato stracapito, il presidio va avanti". Open sostiene che l'ala oltranzista e no vax degli anti Green Pass avrebbe influenzato la decisione. Domani è domenica, terzo giorno dall'inizio della protesta

Prima "domani torniamo al lavoro" poi il dietrofront con il più classico dei "il comunicato è stato stracapito, il presidio non si molla". Non si capisce più nulla davanti al varco 4 del porto di Trieste dove la protesta del popolo anti Green Pass va avanti da venerdì 15 ottobre. La lotta guidata dalla falange di mare ha avuto bisogno di due giorni di protesta per consapevolizzare, dopo aver rischiato lo scacco matto sullo scalo giuliano e non esserci riuscita, quel suo esser pronta a sfidare a muso duro il palazzo. Il 30 ottobre sarà Roma, come annunciato nella tarda serata di oggi 16 ottobre dal leader dei portuali triestini Stefano Puzzer, il terreno di scontro tra i manifestanti e l'esecutivo Draghi. Non è dato sapere se le delegazioni di portuali, sanitari, vigili del fuoco e forze dell'ordine verranno ricevuti nelle stanze dei bottoni - sembra forse più una mossa per prendere tempo o per non rischiare la mano - ma è evidente che, se da un lato l'Authority del porto dice di aver retto l'urto, dall'altro il Comitato dei Lavoratori Portuali e il Coordinamento Anti Green Pass sono ormai una cosa sola. Per questo, probabilmente, le comunicazioni non sono state così chiare. Al di là del bisogno di chiarimenti, la volontà di Puzzer e compagni (che dopo Paragone oggi hanno ricevuto la visita dell'ex generale Pappalardo dei gilet arancioni e dell'attore Enrico Montesano) è quella di chiamare a raccolta il dissenso su scala nazionale. 

Prima "torniamo al lavoro" poi dietrofront: "Il presidio fino al 20"

"Non serve stare qui" ha ripetuto il leader della protesta, specificando che il suo ragionamento non può e non deve prestare il fianco a interpretazioni, né a fraintendimenti. "Abbiamo vinto la prima battaglia, ora portiamo la voce in parlamento" così il gruista triestino. Dopo aver diramato un comunicato in cui non era specificato, Puzzer riprende la parola e dice che il presidio va avanti fino al 20. "Non si molla, restiamo qui". Puzzer parla da guida di un movimento che oggi ha incassato la solidarietà partecipata dei dipendenti della Tpl, azienda di trasporto pubblico del Friuli Venezia Giulia, ma anche dei vigili del fuoco, di personale del Corpo Forestale Regionale, di sanitari, insegnanti, liberi professionsisti e chi più ne ha più ne metta. Erano tanti anche oggi, davanti al varco 4, entrata del molo VII. Due cavalieri giù e gli altri puntati al cielo, segno che su quelle gru, oggi e ieri, non ha lavorato praticamente nessuno. Sul fronte della partecipazione, le tinte sono quelle già viste nei cortei e nella due giorni appena conclusasi. 

Domenica, terzo giorno

Anche oggi la trasversalità l'ha fatta da padrone. L'anima tambureggiante si è accampata sotto il cavalcavia del raccordo autostradale; al varco i portuali, in mezzo un perenne andirivieni di persone dalle estrazioni più diverse. Questa piazza non è "l'unico parlamento rappresentato", come sostenuto da Paragone, ma ha capacità di autoalimentarsi, facendo leva sugli slogan, sulle convinzioni (a volte strampalate, a volte precise) e sempre sull'azione di massa. "Voglio ringraziare tutti voi - ha detto Puzzer durante il comizio conclusivo - ma vi chiedo di ringraziare questi ragazzi". Parte il coro "la gente come noi non molla mai", arrivano a frotte per scattare una fotografia con il leader della protesta. "Non ci fermiamo, abbiamo dato coraggio a tutti" sottolinea. C'è commozione, qualcuno se ne va deluso (i social e i gruppi Telegram in particolare non hanno digerito la scelta di interrompere la protesta triestina e di portarla a Roma, poi invece subito le correzioni con alcuni video) tanti rimangono convinti che si possa fare soprattutto dopo che il leader corregge il tiro del comunicato ufficiale. Qualcuno apre una birra, arrivano le pizze. Ac Dc a palla, qualche pezzo dei Green Day, il fumo di tantissime sigarette spente a terra. Domani è domenica. Un altro giorno, forse il terzo, forse non come i primi due. Secondo Open Puzzer sarebbe stato messo in minoranza e duramente criticato dall'ala no vax presente. Tra loro Ugo Rossi, consigliere comunale dei movimento 3V. [continua] 

   

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Protesta in porto: "Domani al lavoro" poi il dietrofront: "Presidio fino al 20"

TriestePrima è in caricamento