Cronaca

Esito del tampone in ritardo: la storia di una professoressa triestina

La storia è stata fatta emergere dalla Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia nel servizio di Andrea Saule

Il servizio della Rai

Risulta positiva al tampone ma non viene avvisata dalle autorità sanitarie e, di conseguenza, decide di procedere da sola al tracciamento dei contatti. E' la storia di una professoressa triestina raccontata dalla Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia nel servizio di Andrea Saule oggi 17 ottobre 2020. Traendo spunto dalle decine di segnalazioni pervenute alla redazione, il servizio mette in luce la vicenda che ha coinvolto Anna (nome di fantasia ndr) che lo scorso 10 ottobre ha iniziato a soffrire dei sintomi del CoViD-19. 

Il calvario

Chiama la guardia medica, il 118 e il tampone arriva solamente due giorni dopo. L'esito del test - previsto entro le 48 ore successive - tarda ad arrivare ma, come riportato nel servizio "i sintomi persistono". E' in quel momento che Anna sceglie di consultare la piattaforma Sesamo e realizza l'amara scoperta: positiva al Coronavirus, la professoressa si ritrova a vivere in una sorta di bolla a causa del ritardo con cui parte il cosiddetto contact tracing. Per il medico di base, così il servizio "Anna continua a non risultare positivo e non parte il tracciamento dei familiari". 

Chiusa la scuola, tracciamento fai da te

La scuola nel frattempo viene chiusa, per decisione del dirigente scolastico e verrà riaperta solamente lunedì prossimo. Nessuno dei parenti è stato contattato dall'Azienda Sanitaria. Contattata dalla Rai, l'Azienda Sanitaria "ammette di essere sotto pressione". Asugi infatti non riuscirebbe a garantire le tempistiche che si era data tempo fa ma fa sapere che è in corso un potenziamento del servizio di call center. Infine, la raccomandazione è quella di "non ritenersi negativi in caso di mancata comunicazione nelle prime 48 ore successive al tampone". Le negatività, conclude Saule citando Asugi, "saranno comunicate da un sistema automatico via sms". 

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