Giornata storica per Trieste, il nuovo Punto Franco è realtà

Questa mattina è stata ufficialmente messa la firma che prevede la realizzazione di FREEeste, una nuova area retroportuale nella zona a ridosso del comune di Dolina. Zeno D'Agostino: "Momento importante per la nostra città e la nostra regione". Il sindaco Dipiazza: "Opportunità straordinaria"

Il nuovo punto franco di Trieste è realtà. In poco meno di un anno di lavori, l’Autorità di Sistema ha firmato questa mattina presso la Torre del Lloyd l’intesa con la Prefettura, la Regione Friuli Venezia Giulia, i comuni di Trieste e San Dorligo della Valle/Dolina e il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana. La nuova zona avrà il nome di FREEeste, nome ottenuto giocando con il termine inglese free (libero) e Trieste.

Il presidente dell’Authority Zeno D’Agostino ha affermato: “Penso che la cosa bella di questa operazione sia l’aver recuperato una serie di elementi che esistevano già e che però sono stati rimessi in campo e offerti al mercato”. Alla firma dell'intesa erano presenti anche il Prefetto di Trieste Annapaola Porzio, l'Assessore regionale alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti, il sindaco del capoluogo giuliiano Roberto Dipiazza, il sindaco di Dolina Sandy Klun e il Presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti.    

Le prime parole del numero uno del porto

“Un’area – ha continuato D’Agostino – che esisteva già. Non c’è stato bisogno di costruire nulla. Era un’area che era stata lasciata dalle attività industriali”. L’operazione diventa così importante anche per “il piano industriale di Wärtsila che aveva bisogno di alienare quelle aree: abbiamo dato una mano anche a quell’azienda” ha commentato il numero uno del Porto triestino. “Si tratta di una giornata in qualche modo storica per il programma di sviluppo del porto, ma soprattutto per la nostra città e la nostra regione”.

“Probabilmente una volta le cose le facevano in un certo modo e quindi le aree logistiche avevano una buona accessibilità stradale – entrata di accesso e un’uscita dirette – e una altrettanto buona accessibilità ferroviaria. In ultimo abbiamo recuperato gli elementi giuridici legati al tema del porto franco. Una serie di cose che esistevano già e che messe in rete danno la possibilità oggi di essere competitivi sul mercato”.

L’area di San Dorligo/Dolina

Lo spostamento del regime giuridico di Punto Franco verrà realizzato presso Bagnoli della Rosandra/Boljunec, una zona di proprietà dell’interporto di Trieste. Qui si sta incardinando un polo retroportuale logistico e industriale che, come da nota dell’Autorità “darà nuova linfa allo scalo giuliano”. L’operazione di oggi diventa un atto propedeutico per arrivare al decreto a firma di D’Agostino. La sigla infatti rappresenterà la reale partenza operativa dello scalo, firma che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Il nuovo Punto Franco, ecco le prime immagini (guarda il video)

La struttura

La struttura di Bagnoli della Rosandra, acquisita dall’Interporto di Trieste da Wärtsila Italia nel dicembre 2017, con un investimento totale di circa 21 milioni di euro, comprende un’area di 240 mila metri quadri, di cui 74 mila coperti e include un raccordo ferroviario con la stazione di Aquilinia. L’acquisizione è nata da una carenza di spazi a Fernetti per ospitare attività logistica. “Questa è un’operazione fondamentale -  ha spiegato Giacomo Borruso, presidente dell’Interporto di Trieste - perché ha permesso la realizzazione di un’area retroportuale adeguata alle attuali esigenze di sviluppo dello scalo giuliano. Ora con il Punto Franco prevediamo un ulteriore aumento delle nostre attività”.

La soddisfazione della politica

“E' un'intesa di portata storica – ha commentato Roberto Dipiazza - abbiamo fatto una cosa fantastica. Qualche anno fa veniva a Trieste qualche azienda e ci chiedeva spazi e non c'era nessuna possibilità. Da oggi abbiamo invece 75 mila metri quadrati di magazzini serviti con il carro ponte, con la possibilità di costruirne altrettanti in una zona franca internazionale, servita a pochi metri da autostrada e rete ferroviaria”. “Tutto questo è un'opportunità straordinaria, che si realizza concretamente grazie all'impegno comune di tutti, dando una grande possibilità industriale e di lavoro alla nostra città e a tutto il suo territorio”.

L’Assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Graziano Pizzimenti ha affermato che “ il retroporto diventa essenziale e Trieste finalmente ce l’ha. Ulteriormente, con questa operazione diamo posti di lavoro, che con i tempi che corrono rappresenta un elemento estremamente importante. Oggi viene aggiunto qualcosa di storico, un’operazione di grandissimo livello”.

Cosa succederà nei prossimi giorni

“Entro pochi giorni – così la nota ufficiale dell’Authority - il comprensorio godrà dei benefici del regime di Punto Franco, anche se l’inaugurazione ufficiale della struttura è prevista a febbraio. Va rilevato che l’Interporto sta già operando nei nuovi magazzini da giugno 2018 con l’acquisizione di ulteriori traffici (coils e forestali), e l’avvio di operazioni di movimentazione e deposito a supporto dell’industria locale come Wärtsila Italia e Mangiarotti. Ad oggi, ancor prima dell’introduzione del nuovo regime, sono già state movimentate 37 mila tonnellate di merce. Una parte delle aree coperte verrà inoltre attrezzata come magazzino refrigerato con una prima unità di 20 mila posti pallet, sia a supporto dell’export dei prodotti regionali, sia per l’import di prodotti deperibili in distribuzione in tutta Europa”.

L’importanza della ferrovia

Lo step successivo sarà rendere operativa la parte ferroviaria. “L’area è completamente efficiente proprio grazie alla presenza della ferrovia. L’Autorità di Sistema investe solo dove vi è la presenza di binari”, ha confermato Zeno D’Agostino. Nel comprensorio esiste un raccordo ferroviario interno, che sarà completamente rimesso a nuovo e allacciato alla stazione di Aquilinia tramite una bretella di 2 chilometri di proprietà di COSELAG, il Consorzio di Sviluppo Economico Locale dell’Area Giuliana.  I lavori di riattivazione della stazione di Aquilinia saranno invece portati avanti da RFI, con un investimento di circa 17 milioni di euro. Con la fine dei lavori ferroviari, previsti entro l’inizio del 2020, Aquilinia diventerà stazione di riferimento per tutto il porto industriale, collegando FREEeste, Piattaforma Logistica e Area Ex-Aquila.

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