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Basovizza in un'immagine di repertorio

Basovizza in un'immagine di repertorio

"Colpo" in casa sul Carso, trafugato cofanetto pieno d'oro a Basovizza

L'episodio è stato raccontato a Trieste Prima da Marzio Fabbri, proprietario dell'abitazione e residente in strada di Basovizza. "Hanno portato via bracciali, anelli e collanine d'oro di mia moglie, tutte cose che avevano un grande valore affettivo". Sul posto la Volante e la Scientifica

Ennesimo “colpo" messo a segno da ignoti in una villa di Basovizza. Alla già lunga serie di denunce pervenute alle forze dell’ordine negli ultimi tempi, si aggiunge infatti l’ultima segnalazione di una coppia di triestini residenti in una casa su strada per Basovizza, che nel tardo pomeriggio di ieri 7 agosto di ritorno da una giornata di lavoro ha avuto l’amara sorpresa. 

I presunti ladri, prima di darsi alla macchia sarebbero riusciti a trafugare “un cofanetto di mia moglie pieno di cose d’oro: collane, bracciali, anelli, insomma, tutte cose che avevano grande valore affettivo” racconta il proprietario della casa, Marzio Fabbri. A dare l’allarme è stata proprio la moglie, Fulvia Longaro, rincasata nel pomeriggio. Una prima telefonata al marito, poi la chiamata alla Polizia giunta sul posto con una Volante e raggiunta poco dopo dalla Scientifica che ha effettuato i rilievi del caso. 

La possibile dinamica dei fatti

Secondo il signor Fabbri, “i malviventi si sarebbero introdotti in casa forzando una finestra, buttando tutta la casa per aria e chiudendo il cane in una stanza. Tutto sommato è andata bene perché forse sono stati interrotti dall’arrivo di mia moglie. Forse hanno visto il cancello che si apriva”. Per introdursi all’interno dell’abitazione avrebbero usato la finestra della cucina, rialzata di circa due metri rispetto alla strada.

“Hanno preso un cavalletto che avevo in giardino per alcuni lavori, l’hanno messo sotto la finestra e sono saltati su” racconta il proprietario. Il valore stimato della rapina non si conosce ancora, come non ci sono indicazioni da parte dei proprietari di persone sospettate del gesto. “In questo momento stiamo cercando di fare l’inventario, non saprei proprio indicare un valore” continua Fabbri.

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I terreni circostanti la casa

La casa confina con il bosco e con alcuni campi di proprietà di contadini basovizzani. Uno spazio molto vasto che vede anche un dedalo di sentieri che conducono in direzione della val Rosandra, del bosco Bazzoni e dell’abitato di Cattinara. Il terreno della casa “è tutto recintato, ma è una recinzione fatta per il cane, quindi evidentemente sono saltati oltre senza grandi difficoltà”.

È probabile quindi, secondo il proprietario, che i ladri siano arrivati dalla “stradina di ghiaia dietro alla casa. C’è infatti anche un’uscita posteriore che dà su un’altra stradina poderale che viene usata soprattutto dai contadini per andare nei campi, ma sulla quale ci si può arrivare anche con la macchina”. Da qui, secondo Matteo, “si può andare dove si vuole senza essere visti e senza passare per le strade principali”.

Nessun sistema d'allarme

In casa non c’erano sistemi di allarme. “Stiamo ancora finendo di ristrutturare la casa – ha continuato Matteo – quindi non erano ancora stati installati”. In questo caso, oltre alla rapina, rimane la violazione e il danno psicologico per le persone che l’hanno subìta. “È il primo furto che subiamo, e speriamo anche l’ultimo”. Nell’ultimo periodo i coniugi non avevano “niente di strano, anche perché entrambi siamo al lavoro tutto il giorno”. La sfortunata coppia sporgerà denuncia alla Polizia di Stato domattina. 

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