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«Militari anche in centro città», passa in Consiglio comunale la richiesta d'implemento di "Strade sicure"

La mozione urgente firmata Camber-Babuder-Polacco messa ai voti dopo un lungo dibattito sulla «sicurezza percepita» dai cittadini e il rischio «allarmismo»

Dopo i recenti fatti di cronaca che nuovamente hanno visto piazza della Libertà scena di tafferugli tra profughi, i consiglieri forzisti Piero Camber, Alberto Polacco e Michele Babuder hanno chiesto, in una mozione urgente, al sindaco e alla Giunta di a «farsi parte attiva presso il Prefetto della Provincia di Trieste al fine di garantire la presenza di militari dell'Esercito Italiano, già impegnati nell'operazione “Strade Sicure”, in via temporanea anche nel centro cittadino e in particolare nell'area compresa tra la Piazza Libertà, Via Geppa e Piazza Oberdan per garantire una più efficace vigilanza della zona al fine di evitare il ripetersi di gravi episodi di turbamento dell'ordine pubblico».

ROBERTI - Una mozione giunta in seguito alla domanda di attualità posta da Michele Babuder, testimone oculare di una recente rissa, al vicesindaco Pierpaolo Roberti al quale veniva appunto chiesto la possibilità di implementare il servizio che vede i militari protagonisti in Porto e lungo gli ex confini: «Già tempo fa avevo chiesto al Prefetto nuove unità dell'Esercito, ma purtroppo mi era giunta una risposta negativa in quanto i militari impegnati nel servizio erano già giunti al limite a livello nazionale», aveva risposto Roberti che una volta presentata la mozione ha optato «pur condivdendo lo spirito, far votare il Consiglio per dare più forza a una mia ulteriore richiesta, ricordando che Trieste è stata inserita nella lista delle 10 città più a rischio attentati dal Ministero dell'Interno (per la presenza della Sissa, Siot, Porto e altri obiettivi sensibili, ndr)».

DISCUSSIONE - Si è passati quindi alla discussione che ha visto, almeno a parole, una maggioranza spaccata principalmente nella figura di Bruno Marini, anche lui forzista come i tre proponenti, che sottolineava come «la presenza dei militari potrebbe generare nelle persone una sensazione opposta a quella di sicurezza, ossia un allarme ingiustificato»; mentre Michele Babuder, dopo aver replicato alla mozione d'ordine di Marco Toncelli (Pd) che chiedeva di portare in Commissione il testo "delcassandolo" a non urgente, ha spiegato che «è necessario intervenire subito perchè è doveroso riportare la tranquillità in zone strappate alla quotidianità dei cittadini che hanno paura di entrare o uscire a casa loro; si fa riferimento a un malessere manifestato, a noi, ma anche a voi prima quando eravate maggioranza e a cui noi ritengo siamo tenuti a rispondere: l’Amministrazione ha cercato di farlo subito ponendo in quell’aria una pattuglia di controllo della Polizia locale, ma purtroppo non possono farlo in orario notturno. Stiamo discutendo in modo assurdo su una richiesta già formulata dalla Prefettura a cui chiediamo solo di dare il supporto di tutto il Consiglio comunale».

Anche Salvatore Porro (FdI) inizialmente era contrario, più che nell'intento, nelle modalità sottolineando che «i militari non servono a nulla se no gli danno la qualifica di agenti di pubblica sicurezza», a cui però ha fatto seguto l'intervento del suo capogruppo Claudio Giacomelli che ha controllato il sito dell'Esercito dove «tra l’altro c’è scritto che ci sono 7 mila militari che sono addestrati e hanno la qualifica da agenti di pubblica sicurezza. Bisogna essere onesti nell'ammettere che alcune zone della nostra città si liberano quando ci sono delle divise. Questa mozione è sacrosanta e il gruppo la sosterrà». Anche la Lega Nord, dal capogruppo Polidori, unita «per il vostro bene (riferito alle donne in sala), perchè vi sfido a dire che vi sentireste tranquille a passeggiare sole di sera o di notte in Viale o via udine o piazza della Libertà»; tema a cui ha fatto eco anche la Lista Dipiazza con il suo capogruppo Vincenzo Rescigno che ha ricordato come «Trieste una volta era diversa, ma ora la realtà è un'altra».

«Ho già espresso la nostra contrarietà perchè non credo che schierare i militari in città aiuti ad aumentare la percezione di sicurezza» ha dichiarato Fabiana Martini (Pd), che «ricordo aveva fatto propria la mozione lo scorso novembre 2015 quando era vicesindaco», ha sottolineato Piero Camber (FI) che ha poi ricordato che «un anno fa al mercatino francese c’erano tutti i militari del servizio "Strade sicure" e nessuno era sconvolto: a me i militari danno un sentimento di sicurezza». «Si vuole strumentalizzare così da attaccare come al solito il Partito democratico che non vive nella realtà - ha replicato Antonella Grim -. Io giro tranquillamente ogni mattina sola senza problemi. È inappropriato paragonare Trieste a Milano e di certo le questioni legate al terrorismo non si risolvono con questa mozione», a cui fa eco anche Maria Teresa Bassa Poropat: «Credo che sia una città vivibile, vogliamo lanciarla come città turistica e poi pensiamo ai militari per strada?». 

«Non crediamo che la proposta della mozione sia la soluzione, inoltre il numero di militari non è specificato: 1? 10? C’è una bella differenza. Dobbiamo calibrare il segnale che diamo alla popolazione, perchè c’è il rischio di spaventare le persone - ha ribadito il pentastellato Gianrossano Giannini -. Credo piuttosto che ci sia bisogno di alzare di almeno 30/40 unità le unità delle forze dell’ordine in città (riprendendo un riferimento già proposto da Giacomelli che riportava i gridi d'allarme dei sindacati di Polizia, ndr)».

VOTO - Recepito l'emendamento che proponeva l'aggiunta alla mozione «(...) servizio da garantirsi in particolare nelle ore serali e notturne», si è passati al voto che ha visto 21 si, 7 no e 6 astenuti

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