Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca Frazione Fernetti

"Strade sicure", rinnovata la collaborazione Esercito-Polizia ai confini triestini

794 le pattuglie pattuglie miste messe in campo lungo gli ex valichi: 22801 persone identificate, 6893 veicoli controllati, 104 denunciati a piede libero, 75 rintracci di immigrati irregolari, 16 arresti, numerosi sequestri

Sono state prorogate al 31 dicembre le attività congiunte della Polizia di Stato e dell’Esercito Italiano che, iniziate a metà dello scorso dicembre, avrebbero dovuto concludersi il 30 giugno scorso. In poco più di un semestre, come noto, la fascia confinaria italo-slovena è stata perlustrata quotidianamente da 794 pattuglie miste composte da personale del Settore Polizia di Frontiera di Trieste, diretto da Antonio Grande sotto la regia del Dirigente della IV Zona Polizia di Frontiera per il Triveneto, Irene Tittoni e dai militari del Reggimento Piemonte Cavalleria di Trieste, alle dipendenze del Tenente Sergio Ciancimino.

L’impiego di un contingente delle Forze Armate si inserisce nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, partita nel 2008 per far fronte a specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione e repressione della criminalità, nel caso di Trieste della criminalità transfrontaliera e in particolare, vista la posizione strategica del capoluogo giuliano, dell’immigrazione irregolare.

BILANCIO - Il bilancio dei controlli di retrovalico rafforzati dalla presenza del personale militare è decisamente positivo: 22801 persone identificate, 6893 veicoli controllati - tra autovetture, furgoni, autocarri e pullman - 104 denunciati a piede libero, 75 rintracci di immigrati irregolari, 16 arresti, numerosi sequestri di vario materiale di provenienza illecita.

ARRESTI - Delle sedici persone arrestate, la maggioranza erano destinatarie di provvedimenti restrittivi – ordini di carcerazione e ordinanze di custodia cautelare in carcere – disposti dall'Autorità Giudiziaria italiana soprattutto per reati contro il patrimonio (furto, rapina, ricettazione) commessi in varie parti del Paese. Gli altri arresti sono stati operati in flagranza per reati contro il patrimonio, per violazione delle norme sull’immigrazione e per delitti contro la fede pubblica. I militari, ancora, hanno supportato la Polizia di Frontiera anche nel delicato compito di esecuzione delle estradizioni attive e passive all’ex valico internazionale di Fernetti, al confine tra Italia e Slovenia.

DENUNCIE - Per quel che concerne le persone denunciate, la maggioranza di esse dovrà rispondere delle violazioni della normativa sull’immigrazione (ingresso e soggiorno illegale, rientro in Italia non autorizzato dopo l’espulsione/allontamento, favoreggiamento dell’immigrazione irregolare). Altri soggetti sono stati indagati a piede libero per reati contro il patrimonio e la fede pubblica, resistenza a pubblico ufficiale, possesso di sostanze stupefacenti e porto d’arma bianca.

IMMIGRAZIONE - Per quanto riguarda i 75 cittadini extracomunitari risultati irregolari sul territorio nazionale, nella quasi totalità dei casi si è trattato di migranti prevalentemente afghani, siriani e pakistani, rintracciati dalle pattuglie miste sull’Altopiano carsico: 31 di questi migranti, tra cui anche famiglie con bambini, sono stati immediatamente riammessi in Slovenia, come previsto dai vigenti accordi bilaterali. Secondo i primi accertamenti, i migranti intercettati sul Carso sarebbero entrati in Italia illegalmente a bordo di furgoni partiti dall’Ungheria, dove erano arrivati attraverso la rotta balcanica, viaggiando con diversi mezzi di trasporto e pagando agli organizzatori cospicue somme di denaro.

SEQUESTRI - Infine, ci sono stati diversi sequestri di materiale derivante da attività delinquenziale o comunque di origine sospetta: telefoni cellulari, attrezzi da lavoro, dispositivi luminosi, veicoli, capi di abbigliamento, occhiali da sole, orologi e armi bianche. Inoltre sono stati sequestrati documenti contraffatti (patenti di guida, carta d’identità, passaporti) e carte di credito.

«È indubbio che questa cooperazione tra la Polizia di Stato e l’Esercito Italiano abbia avuto un grande successo non soltanto dal punto di vista tecnico-operativo, ma anche a livello umano - spiega la nota della Questura -. Infatti, due Istituzioni dello Stato, apparentemente simili ma con differente assetto e con diverse regole di ingaggio, hanno unito la propria esperienza, sia professionale che umana, le proprie conoscenze e competenze, dando così vita a una sinergia che ha portato a risultati importanti e proficui nonché a consolidare i sentimenti di amicizia e lealtà che legano le Forze Armate e le Forze di Polizia».

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