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Studenti di Conegliano in visita alla foiba di Basovizza e al Magazzino 18

Un appuntamento nato lo scorso anno che va ad aggiungersi alle altre attività legate al Giorno del Ricordo istituito nel marzo del 2004

Una delegazione di 75 studenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado di Conegliano, con i rappresentanti delle associazioni e alcuni cittadini, accompagnati dal Sindaco Fabio Chies, dal Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Bernardelli e dagli Assessori Gianbruni Panizzutti e Gaia Maschio, si sono recati in visita alla Foiba di Basovizza, il monumento simbolo del Giorno del Ricordo dove nel maggio del 1945 venne occultato un numero imprecisato di cadaveri di prigionieri, militari e civili trucidati dall'esercito e dai partigiani jugoslavi, e al Magazzino 18 di Trieste dove sono ammassate le masserizie degli esuli che arrivarono a Trieste per sfuggire alla pulizia etnica e per non rinnegare la propria italianità. Un appuntamento ‘nato’ lo scorso anno che va ad aggiungersi alle altre attività legate al Giorno del Ricordo istituito nel marzo del 2004 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra (1943-1945), e della più complessa vicenda del confine orientale.

«E’ una tradizione istituita nel corso dell’anno scolastico 2018/2019 che intendiamo far diventare un appuntamento fisso per i nostri ragazzi – spiega Gianbruno Panizzutti assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Conegliano - Durante l’intervento delle guide, sia alla Foiba di Basovizza che al Magazzino 18, tra i ragazzi non è volata una mosca e con estrema attenzione hanno recepito la triste storia dei nostri connazionali, alcuni con una espressione quasi incredula. Al di là dell’indegno ‘balletto’ dei numeri al quale ogni anno assistiamo, questo appuntamento e le altre iniziative che il Comune di Conegliano mette in atto, mirano a condannare le tragedie del passato, ma anche le strumentalizzazioni e il negazionismo del presente».

Particolarmente toccante è stata la testimonianza del Dott. Piero Delbello, Direttore dell’IRCI – Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata, che con i suoi racconti in prima persona ha certamente toccato il cuore di tutti i presenti.

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