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Sabato, 25 Giugno 2022
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Cabinovia, uno studio del Comune boccia una proposta alternativa: “Nessun piano B”

La relazione dell'ingegner Lamanna considera non vantaggiosa l'opzione di un tram dal park Bovedo a Campo Marzio, che prevederebbe l'interruzione del percorso dell'ovovia

Uno studio commissionato dal Comune boccia l’opzione di un tram dal park Bovedo a Campo Marzio, una proposta avanzata da Italia Nostra che avrebbe portato a una variazione del progetto della cabinovia. Secono questa visione, il percorso dell'ovovia avrebbe dovuto interrompersi in prossimità del parcheggio, dando quindi ai cittadini la possibilità di arrivare da Campo Romano a Campo Marzio con un unico cambio. Secondo l’ingegner Fabio Lamanna, collaboratore del Comune che ha realizzato lo studio, il beneficio dato da un simile progetto non sarebbe vantaggioso per la viabilità e la sostenibilità. In sostanza, il Comune tira dritto e, come sottolinato più volte dagli assessori in conferenza stampa, "non esiste un piano B".

La relazione di Lamanna parla infatti di “un aumento di circa 160 veicoli in più all’ora (circa 1500 veicoli al giorno) che tornerebbero a circolare sulla rete stradale anche nelle aree più congestionate, non trovando più beneficio ad utilizzare la Cabinovia per il proprio spostamento”. Nemmeno i tempi, secondo lo studio, sarebbero concorrenziali rispetto a quelli della Cabinovia nonostante un trasbordo e mancherebbe anche “una domanda di mobilità forte tra origine e destinazione (incluse le tappe intermedie oltre il Molo IV)”. 

Nella conferenza stampa, alla presenza degli assessori Elisa Lodi (Lavori pubblici), Everest Bertoli (Bilancio), Sandra Savino (Politiche del territorio) e il dirigente Giulio Bernetti, è stato detto che le “rive hanno principalmente la funzione di collegamento alle principali vie del centro e il tram, con fermate intermedie soltanto sulle rive stesse, non risolverebbe il problema del traffico”.

I risultati dello studio, ha spiegato Lodi, “sono confrontati con quelli presentati al Ministero della Mobilità Sostenibile nell’ambito del finanziamento. Ci teniamo a condividere l’esito della relazione per far comprendere che le sollecitazioni pervenuteci vengono sempre vagliate dagli uffici e affrontate sul piano tecnico”.

“Ben vengano soluzioni alternative migliorative dell’opera – ha affermato Savino -, però è evidente che la politica non può verificarle tecnicamente, premesso che Italia Nostra porta un importante contributo. Siamo aperti a qualsiasi tipo di confronto, ma l’Amministrazione non può sottrarsi alle valutazioni e agli approfondimenti esclusivamente di carattere tecnico”. L’assessore Bertoli ha poi puntualizzato che “Il Pums, che è stato approvato in Consiglio Comunale con lunghissimo iter e che può essere paragonato a un piano regolatore generale, prevedeva al suo interno la cabinovia”.

Gli assessori hanno poi risposto ad alcune critiche mosse dal Comitato No Ovovia. Tra queste, il fatto che il Bosco Bovedo figuri tra i siti di interesse nazionale salvaguardati dalla rete europea Natura 2000. “Anche la Valle d’Aosta è tutta area protetta – ha replicato Bertoli – eppure ci sono molti impianti di risalita”.

“Il progetto ha lo studio di pre fattibilità ambientale – ha rincarato Bernetti -, e nonostante riguardi un’area Sit Natura 2000 il ministero ha deciso di inserirlo nel Pnrr perché rispondeva ai requisiti. Noi non siamo il Ministero e non siamo Bruxelles, se decideranno di togliere il finanziamento perché non saranno più d’accordo ci adegueremo. Ci saranno tutte le verifiche ambientali previste, tra cui Via, Pass e Paur”

Bernetti ha poi riferito i costi di manutenzione della cabinovia: “3,5 milioni l’anno, con 35 posti di lavoro (sovrastimati) a carico di chi gestirà l’impianto, quindi non del Comune. Se Trieste Trasporti dovesse entrare nel sistema integrato del trasporto pubblico i costi si ridurrebbero di molto”. Chiara la volontà dell’Amministrazione di non considerare un piano alternativo, infatti ieri è stato annunciato che, con una variazione di bilancio, saranno anticipati i costi per la progettazione della Cabinovia prima dell’effettiva disponibilità dei fondi Pnrr.

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