Cronaca Via Giuseppe Lorenzo Gatteri, 23

Nove professionisti e lavoro di squadra: ecco come "Kea" ha cambiato l’approccio alla terapia

I dolori fisici e i problemi psicologici sono spesso collegati tra loro, per questo lo studio multidisciplinare di via Gatteri punta da quasi due anni sulla collaborazione e sulla condivisione del sapere. E l'idea funziona

Due professionisti dello studio Kea, la Dott.ssa Stefania Marzini ed il Dott. Thomas West - Foto Giovanni Aiello

Da quasi due anni a Trieste un gruppo di nove giovani professionisti sanitari sta mettendo in pratica un nuovo modo di fare terapia. È l'equipe multidisciplinare dello studio Kea che ogni giorno, grazie al lavoro di squadra e allo spirito di condivisione, riesce a fornire ai loro pazienti un servizio a 360 gradi. Il team, la cui sede a Trieste si trova in via Gatteri 23, infatti non è solo composto da personale qualificato pronto a prendersi cura della psiche umana, come lo psicologo, lo psicoterapeuta o la terapista occupazionale, ma anche da esperti della salute fisica come il fisioterapista, l'osteopata o il logopedista che, quando necessario, condividono la loro esperienza e analizzano il disagio del paziente su più livelli.

Come funziona Kea

Spesso i dolori fisici e i problemi psicologici sono collegati tra loro, per questa ragione l'unione di professionisti specializzati in campi diversi diventa fondamentale affinché si intervenga su entrambe le sfere.“In molte situazioni abbiamo lavorato in gruppo, segno che l'idea iniziale sta funzionando" ha dichiarato il Dott. Lorenzo Zancolich, psicologo e psicoterapeuta. “Abbiamo intuito questa modalità di lavoro  nel corso della nostra esperienza nel settore pubblico, durante il periodo di svolgimento del tirocinio. L’idea era quella di dare vita ad uno spazio dove il confronto fosse più fluido. E ci siamo riusciti, pur sapendo che metterla in pratica avrebbe richiesto maggior tempo, energie ed investimenti da parte nostra”. Un altro importante aspetto che viene preso in considerazione durante il processo di cura e terapia riguarda la sfera familiare: “Molte patologie possono compromettere non solo il paziente, ma anche la sua famiglia – ha spiegato il Dott. Thomas West, psicologo e psicoterapeuta, specialista in neuropsicologia -. Per questo è importante attivare dei percorsi di sostegno per l'intero nucleo. Abbiamo inoltre rilevato che questo tipo di terapie ha più efficacia rispetto a quelle rivolte esclusivamente al singolo individuo”.

“Nelle grandi crisi il cuore si spezza o diventa più forte”

“Nelle grandi crisi il cuore si spezza o diventa più forte” - la citazione di Honoré de Balzac è il fondamento su cui si basa la filosofia di Kea. Oltre al duro lavoro che si cela dietro ad un approccio così tecnicamente approfondito, c'è infatti anche una grande fiducia nel concetto di resilienza. Per Kea, che in giapponese significa “cura”, l'animo umano, partendo dai propri trascorsi, è in grado di guarire ogni ferita, sia fisica che emotiva. Esso è capace di innescare il processo di guarigione grazie alla consapevolezza che saranno proprio le esperienze, anche quelle dolorose, a valorizzarlo. Un po' come l'antica tecnica del Kintsugi - il cui riferimento è presente anche nel logo del progetto - che prevede l'utilizzo di metalli preziosi per riunire i pezzi di un oggetto di ceramica rotto, evidenziandone le crepe anziché nasconderle.“Per rifiorire servono volontà e tempo – ha sottolineato Zancolich -. Sono i pazienti a scegliere se e quando aprirsi, mentre noi abbiamo il dovere di rispettare i loro tempi. Secondo le statistiche, in media è possibile iniziare a percepire un cambiamento dopo circa sei mesi: la persona, partendo dalla rottura iniziale, comincia a ricercare il proprio benessere e, concluso il ciclo di guarigione, ne esce impreziosita”.

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L'idea funziona

L'idea funziona e, se funziona, va esportata. Proprio per questo, lo scorso ottobre Kea ha aperto una nuova sede a Fiumicello, portando così un bagaglio di esperienze prezioso in tutta la Bassa Friulana-Isontina. Oltre alle sedi, anche la rete di Kea continua ad ampliarsi.
Nell'ultimo anno infatti sono state coinvolte altre figure professionali e associazioni, che garantiscono al paziente un servizio sempre più accurato. “La strada è ancora lunga, ma i risultati sono un ottimo stimolo per continuare” ha concluso il Dott. West.



 

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