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Suicidio al Commissariato di Opicina; Le Posizioni Sindacali di Tamaro (Sap) e Cudicio (Adp)

Pubblichiamo una nota di Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap e di seguito quella di Maurizio Cudicio, segretario Provinciale dell'ADP. Il SAP esprime tutta l'amarezza e lo stupore per la quantità e la pesantezza di accuse mosse...

Pubblichiamo una nota di Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap e di seguito quella di Maurizio Cudicio, segretario Provinciale dell'ADP.

Il SAP esprime tutta l'amarezza e lo stupore per la quantità e la pesantezza di accuse mosse pubblicamente da più parti contro la Polizia in genere, la Questura di Trieste nel suo complesso e a tutta l'attività di gestione delle pratiche relative all'immigrazione.

Le teorie contenute in alcuni interventi scritti e gli slogan lanciati da qualche manifestante vanno ben oltre i fatti realmente accaduti e riscontrati.

La verità è che le doverose valutazioni che la giustizia sta facendo riguardano un episodio purtroppo drammatico e una specifica procedura attinente ad una piccola parte dell'attività della struttura.

Peraltro questa procedura non era affatto segreta, tutti i soggetti interessati ne erano a conoscenza senza che mai fosse stata messa in discussione.

Va anche rilevato che tra le varie tematiche emerse nella vicenda in parola, vi è quella ideologica, aspetto che purtroppo lascia spazi a molteplici interpretazioni.

Proprio per questo vogliamo ribadire con assoluta convinzione che l'azione quotidiana di tutela della sicurezza di tutti i cittadini garantita dalla Polizia triestina non manifesta e non ha mai manifestato fenomeni di carattere discriminatorio.

Le reazioni che ci hanno lasciati amareggiati sono particolarmente sgradevoli perché vogliono accreditare una contrapposizione tra Procura e Questura, tra Giustizia e Polizia che non c'è e non vogliamo ci sia.

Esprimiamo quindi pieno sostegno a tutti i colleghi coinvolti direttamente ed indirettamente nella vicenda, la quale ha scosso sicuramente anche le nostre coscienze, auspicando che continui quella reciproca collaborazione tra la Questura, Procura ed i cittadini che hanno fruttato in passato ed in questi giorni tanti successi ed assicurato un vivere più sicuro alla città.

Passiamo ora al secondo comunicato, quello dell'ADP:

Questa organizzazione sindacale ADP Nuova Federazione Autonoma esprime innanzitutto, il più assoluto e sincero sostegno agli operatori di Polizia che, al di là di ogni eventuale responsabilità ancora da accertare, sono coinvolti nel tragico evento verificatesi al Commissariato di Opicina.

Ciò premesso, si rimane in attesa delle risultanze investigative, auspicando che queste possano evidenziare ogni eventuale responsabilità degli operatori di polizia interessati alla vicenda, nei confronti dei quali non intendiamo assolutamente esprimere giudizi affrettati nè intendiamo abbandonare al loro destino. Naturalmente se qualcuno ha sbagliato, quel qualcuno pagherà! ancora una volta qualche "giornale" ha pensato bene di cavalcare l'onda per denigrare gli appartenenti alle Forze di Polizia, che quotidianamente sono impegnati a garantire la sicurezza di tutti e tutto, giornalisti e giornali compresi.

Il fatto che il dr. Carlo BAFFI, Dirigente dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Trieste, risulti iscritto nel registro degli indagati è un dato di fatto, tanto che il diritto alla cronaca autorizza ad informare tutti del suo status. Mi chiedo, però, perché rendere di dominio pubblico quello che riguarda la sua vita privata, perché raccontare degli oggetti, dei testi e cose varie che sono stati trovati nella sua abitazione? scusate, ma fra tutti quei manifestanti che lo scorso 15 maggio hanno partecipato all'iniziativa di protesta in Piazza della Borsa, quanti custodiscono gelosamente presso le loro abitazioni testi, fotografie e oggetti vari che ricordano dittatori, guerriglieri e personaggi che con il loro credo hanno promosso rivoluzioni, guerre, stermini, per un ideale? probabilmente più di qualcuno!

La Polizia di Stato è composta da uomini e donne pronti a sacrificare anche la loro vita per la Sicurezza del cittadino e per questo motivo devono essere rispettati come tutti. Al contrario di quanto si possa dire o pensare, siamo i primi a volere allontanare coloro i quali non sono degni di indossare la nostra uniforme. Ribadiamo la nostra più assoluta fiducia nella magistratura triestina e ricordiamo a chi ci ha definito "fascisti e stupratori", che ogni giorno siamo impegnati sulle strade a garantire anche la sicurezza degli immigrati senza guardare il colore, la religione o il sesso.

Difenderemo quotidianamente nel contempo però anche la nostra divisa ,perché per Noi tutti rappresenta la Bandiera ITALIANA.

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