Lunedì, 15 Luglio 2024
IL CASO

Suicidio assistito, il caso di Anna finisce in tribunale

La 55enne chiede che vengano effettuate le verifiche per accedere al suicidio assistito. Depositata anche una denuncia contro Asugi per rifiuto/omissione d’atti d’ufficio

TRIESTE - "Oggi si è tenuta la prima udienza a seguito di un ricorso d'urgenza con cui abbiamo chiesto al giudice di ordinare ad Asugi di applicare la "sentenza Cappato" e di effettuare quindi le verifiche sulle condizioni di Anna (nome di fantasia) per poter accedere al suicidio medicalmente assistito". Lo ha dichiarato l'avvocato Filomena Gallo nel corso di una conferenza stampa, durante la quale ha anche letto una lettera scritta dalla sua assistita, una 55enne affetta da una grave forma di sclerosi multipla. La donna, 215 giorni fa, ha chiesto all'azienda sanitaria di Trieste la verifica delle condizioni di salute per l'accesso al suicidio assistito. Non avendo ricevuto risposta, ha quindi deciso di passare alle vie legali per difendere la sua "libertà di scelta" e potersene andare qui, a casa sua, "senza - si legge nella lettera - privarmi anche dei miei cari, della possibilità di guardare una ultima volta tutto ciò che ora mi accoglie e tranquillizza".""Anna" è capace di autodeterminarsi? E' affetta da una patologia irreversibile e che produce gravi sofferenze che "Anna" reputa intollerabili? "Anna" dipende da trattamenti di sostegno vitali? E' questo che l'azienda sanitaria regionale deve appurare. In seguito i medici dovranno indicare il farmaco e le modalità con cui procedere e infine richiedere il parere del Comitato etico. È quello che prevede la Corte Costituzionale, affinché l'aiuto alla morte assistita non sia reato. Al di fuori di queste condizioni, il reato sussiste", ha dichiarato l'avvocato Filomena Gallo.

"Il Comitato etico regionale, interpellato da Asugi, ha evidenziato che le attività di verifica delle condizioni sanitarie di "Anna" spettano all'azienda sanitaria competente - continua Gallo - . Oggi gli avvocati dell'azienda sanitaria, in piena violazione del giudicato costituzionale, hanno ribadito che Asugi non ha alcuna intenzione di procedere con questa verifica, poiché mancherebbe una normativa nazionale". "Attendiamo ora la decisione del giudice che si è riservato - conclude -. Ci rimettiamo al giudice, come abbiamo fatto nelle Marche quando Federico Carboni, quasi un anno fa, ha potuto dire 'basta' alle sue sofferenze. Carboni è riuscito ad ottenere le verifiche e a procedere dopo due anni. Anna non può aspettare così tanto, le sue condizioni di salute non lo consentono". Questa mattina l'associazione "Luca Coscioni" ha anche depositato una denuncia contro Asugi per rifiuto/omissione d’atti d’ufficio. Procede intanto, in Friuli Venezia Giulia, la raccolta firme per una proposta di legge popolare regionale che riduca queste attese, fornendo tempi certi per la risposta del Servizio sanitario regionale. 

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