Superata la soglia delle terapie intensive, Fedriga valuta "strette" localizzate

Si va anche verso il superamento della soglia di ricoveri in altri reparti. La Regione valuterà l'ipotesi di zone rosse localizzate ad alcuni piccoli paesi del Fvg, dove il contagio sta "correndo" a causa dei ritrovi tra amici nelle case. Fedriga: "Non incontrate persone esterne alla famiglia"

Gli ospedali soffrono, i contagi galoppano e si valutano maggiori restrizioni da parte della Regione nelle zone più “a rischio”, specialmente alcune piccole comunità della bassa friulana e alcune nel Goriziano. Questo è emerso dalla conferenza stampa indetta nel pomeriggio dal governatore Fedriga e dal vicegovernatore con delega alla salute Riccardi, il quale ha dichiarato che è stata superata oggi la soglia governativa del 30% nelle terapie intensive (oggi 54 pazienti), come in altre 17 regioni italiane, e si va verso lo sforamento del 40% dei posti letto in area medica (505 pazienti). 

“Dobbiamo impegnarci tutti – ha esortato Fedriga – a evitare gli incontri al di fuori del nostro nucleo familiare, per non vanificare lo sforzo che stiamo compiendo per tenere in equilibrio la parte economica e lavorativa. Vedo ancora troppa gente che ignora le regole, in questo modo perdiamo la battaglia. Andare a  cena dagli amici perché i ristoranti sono chiusi è un comportamento a rischio, in voga soprattutto nelle piccole comunità del Friuli dove la situazione si sta aggravando sempre più. Per questo ipotizziamo misure più stringenti in aree della regione con il maggior tasso di contagio”. Tra oggi e domani saranno decise e varate queste misure, che potrebbero tradursi in vere e proprie zone rosse localizzate.

Riccardi ha poi elencato alcuni dati che indicano una situazione non rassicurante, tra cui l'aumento dell'età media dei contagiati, sceso nella fase estiva, in particolare riferita agli ultra 70enni. Preoccupante anche il numero delle persone in isolamento, attualmente oltre le 11mila, mentre nella prima ondata il picco raggiunto è stato di 2500 circa.

Il responsabile della task force regionale, professor Fabio Barbone, ha poi spiegato che “anche se inizialmente sembrava che la pressione sugli ospedali fosse inferiore alla prima ondata, l'aumento di contagi sta mettendo in sofferenza la nostra sanità, e il personale medico è costretto a fare turni aggiuntivi ogni giorno. Tra di loro continuano a esserci casi positivi ma vengono contagiati fuori dall'ospedale, dobbiamo impegnarci a non vedere persone esterne alla famiglia, soprattutto per aiutare chi è in prima linea nell'emergenza”.
 

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