Verso un "Consiglio Comunale senza carta": consegnati i tablet ai consiglieri

Servirà ad accedere agli atti e ai documenti consiliari in formato digitale. Una dematerializzazione dei lavori che potrebbe portare a un risparmio considerevole di carta. L'anno scorso in tutti gli organi istituzionali del Comune sono state consumate 400 risme

il “Consiglio comunale senza carta” si appresta a diventare una realtà: a tutti i consiglieri è stato consegnato in questi giorni un tablet per accedere agli atti e ai documenti consiliari in formato digitale, su iniziativa del presidente del Consiglio Francesco Panteca. Una dematerializzazione dei lavori che potrebbe portare a un risparmio considerevole di carta, anche a beneficio dell'ambiente, se si tiene conto che l'anno scorso in tutti gli organi istituzionali del Comune sono state consumate 400 risme di carta.

I costi

I dispositivi sono stati noleggiati dal Comune per un costo di 7,5 euro al mese per ognuno dei 40 consiglieri, a cui saranno concessi in comodato d'uso fino alla fine del mandato. Saranno utilizzati sia in remoto (già dalla prossima seduta) sia in presenza fisica, condizione che si verificherà entro il 20 luglio nella sede del Consiglio Regionale di Piazza Oberdan, come ha dichiarato il presidente del Consiglio Francesco Panteca. Un trasferimento rivelatosi necessario per le cattive condizioni del soffitto di Palazzo Cheba, che necessita urgente manutenzione.

La mozione di Fabiana Martini

L'idea dei tablet era stata avanzata già nel 2017 in una mozione firmata da Fabiana Martini (Pd), che all'epoca era stata respinta. Ora, a causa della digitalizzazione forzata e imposta dalla pandemia, la dematerializzazione (compresa negli obiettivi dell'Agenda Digitale Italiana, come si legge nella mozione di Martini) si sta rapidamente concretizzando. 

“Sarà questo – ha dichiarato Panteca in conferenza stampa – un passo preliminare imprescindibile per arrivare a formare digitalmente tutte le delibere consiliari, abbandonando definitivamente l'uso della carta in tutti gli aspetti, ove possibile. I consiglieri si sono dimostrati entusiasti”.

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Non propriamente entusiasta, invece, Polo Menis (M5S), che ha dichiarato ”Ai consiglieri comunali di Trieste non serve un tablet ma la possibilità di accedere facilmente a tutti gli atti amministrativi, cosa che è stata limitata da questa amministrazione che ha eliminato l'archivio dell'albo pretorio. Servono servizi e software, non hardware che può essere invece destinato ai dipendenti comunali. I consiglieri con l'indennità di funzione possono acquistare tutti i dispositivi di cui necessitano”.

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