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Taglio fondo patronati, sindacati: «A rischio i Caf, cancellata uguaglianza di accesso ai diritti»

Lo rilevano le sigle sindacali unitamente alle ACLI in una nota: «Domani venerdì 4.12.2015 le tre confederazioni CGIL, CISL e UIL e le ACLI effettueranno, tra le 9.00 e le 11.00, un presidio con volantinaggio davant i alle sedi istituzionali deii'INPS e deii'INAIL»

«Domani venerdì 4.12.2015 le tre confederazioni CGIL, CISL e UIL e le ACLI effettueranno, tra le 9.00 e le 11.00, un presidio con volantinaggio davant i alle sedi istituzionali deii'INPS e deii'INAIL»

Lo rilevano le sigle sindacali unitamente alle ACLI in una nota.

«L'iniziativa  locale - continua la nota -   è parte  di  una  mobilitazione  nazionale  di  patronati  e  caf  contro  il pesantissimo taglio di 48 milioni di euro previsto nella legge finanziaria al Fondo Patronati e ai compensi ministeriali ai Centri di Assistenza Fiscale. Con la scusa poco credibile di effettuare il taglio per diminuire il debito pubblico, con questa operazione il  Governo  determinerà  forti disagi e aumento dei costi alla cittadinanza:

La scelta del Governo rende impossibile per il sistema Patronato di garantire sia la gratuità delle prestazioni, sia il supporto agli enti previdenziali , che non sarebbero più in grado di di gestire i servizi per i cittadini. 

Con la Legge di Stabilità proposta dal Governo Renzi si vuole fare cassa con i contributi sociali mettendo le mani sui soldi dei lavoratori! 

Lo Stato non sarà in grado di garantire gli stessi livelli di assistenza e servizi offerti oggi dai Patronati alla collettività 

L'uguaglianza  di accesso  ai diritti sarà  cancellata.  E' una grave  mancanza  di attenzione ai bisogni reali delle persone».

«Il taglio di 48milioni di euro - concludono - avrebbe pesantissime conseguenze anche verso il sistema dei CAF e due potrebbero essere le cadute inevitabili: 

La chiusura dei CAF che obbligherebbe gli utenti a rivolgersi ai liberi professionisti

L'aumento delle tariffe da parte dei CAF, assolutamente necessario per il mantenimento delle  strutture 

In entrambi i casi i cittadini sarebbero costretti a pagare di più per la propria assistenza».

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