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La moneta dell'imperatrice / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Piazza del Ponterosso

Il Tallero di Maria Teresa è usato ancora oggi: curiosità sulla moneta che ha cambiato il volto a Ponterosso

La moneta a cui si ispira il monumento inaugurato oggi in borgo Teresiano è stata simbolo della prosperità mercantile di Trieste durante il regno degli Asburgo, ma è tuttora prodotta ed è molto popolare in Africa e Medio Oriente

Il grande tallero di Maria Teresa, monumento che da oggi dona un nuovo volto a piazza Ponterosso, è la riproduzione in grande scala di una moneta che, di fatto, ha cambiato volto alla città intera durante il dominio asburgico. Simbolo della prosperità economica e commerciale raggiunta da Trieste all'epoca, è stata molto usata nei commerci internazionali quando Trieste la faceva da padrone in quanto principale porto dell'Impero Austro Ungarico tra la seconda metà del XIX e l'inizio del XX secolo, ma forse non tutti sanno che viene tuttora prodotta dalla zecca di Vienna (che ne ha emessi più di 49 milioni) ed è ancora usata in Africa e Medio Oriente. Tra il 1751 e il 2000 ne sono stati coniati circa 389 milioni di pezzi.

In origine il tallero ha portato nel mondo la fama dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che regnò in Austria, Ungheria e Boemia dal 1740 e il 1780 e sotto il suo dominio Trieste vide aumentare esponenzialmente la sua popolazione e la sua ricchezza. Nel 1753 l'Austria firmò un trattato con il Ducato di Baviera che definiva il contenuto di argento fino dei talleri e le monete prodotte in seguito erano chiamate “talleri di convenzione”. Convenzione a cui molti altri stati, compresa la Repubblica di Venezia, si adeguarono, consolidando così la credibilità e il prestigio della moneta.

Dalla morte di Maria Teresa, nel 1780, la data sul tallero non è più cambiata e la moneta è stata coniata dalle zecche di tutto il mondo, tra cui quelle di Birmingham, Bombay, Londra, Parigi, Roma e Utrecht. E’ stata una delle prime valute usate negli Stati Uniti, infatti da essa deriva l’etimologia e l’assonanza con la parola “dollaro”.

In seguito a un accordo con l’Austria, nel 1935, all’Italia venne concesso di coniare la moneta per 25 anni e venne quindi prodotta dalla Zecca di Roma. I Talleri di Maria Teresa coniati nella capitale sono oggi classificati come comuni, con un valore massimo di 50 euro, che varia a seconda dello stato di conservazione. I Talleri coniati invece dalla Zecca di Milano e Venezia hanno un livello più alto di rarità. Il più raro in assoluto è quello coniato a Venezia nel 1815, e il suo valore è di gran lunga superiore agli altri. 

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