Cronaca

Targa leggi razziali, Dipiazza: "Insieme arriveremo a pacificazione" (VIDEO)

Questa mattina, la posa della targa commemorativa. Intervenuto anche il rabbino capo Alexandre Meloni, che ha parlato del rischio di una "Società chiusa alle migrazioni"

Roberto Dipiazza, il rabbino Alexandre Meloni e il presidente Alessandro Salonichio

Si è tenuta questa mattina la cerimonia per lo scoprimento della targa in ricordo della proclamazione delle leggi razziali, apposta sotto i portici del Municipio in piazza Unità d'Italia, da dove 80 anni fa furono annunciate le leggi da Benito Mussolini. Presenti il sindaco Roberto Dipiazza, il rabbino capo Alexandre Meloni, il presidente della comunità ebraica Alsessandro Salonichio e molti rappresentanti delle istituzioni tra cui il prefetto Annapaola Porzio.

“È stato un percorso complicato – ha dichiarato il sindaco Dipiazza -, ci sono state delle polemiche e molte persone hanno cercato di non arrivare a questo momento. Per fortuna ce l’abbiamo fatta, e per questo ringrazio la sovrintendenza e i miei uffici nonostante la burocrazia. La cerimonia in consiglio comunale è stato un evento molto toccante nelle vostre vite”.

Poi, rivolgendosi al Rabbino Meloni: “Vi ho chiesto scusa per la vergogna di quel 18 settembre 1938, ancora oggi assistiamo a queste polemiche con volantini che non portano da nessuna parte, ma se lavoriamo insieme come abbiamo fatto in consiglio comunale, caro rabbino, arriveremo a portare questa pacificazione”.

Il Rabbino capo ha invece dichiarato che ”È importante ricordare, non perché vogliamo far pesare sempre questo momento negativo, ma per scongiurare la tentazione di chiudersi in una società solo italiana e solo triestina. Pochi possono vantare di essere italiani dai tempi di Giulio Cesare, nelle origini di quasi tutti noi ci sono migranti, che sono stati accettati da questo paese e da altri”.

Meloni ha poi spiegato il significato della frase sulla targa «Ricorda quello che ti fece Amalek quando eri in cammino»: “Sulla targa ricordiamo il personaggio biblico di Amalek, che non voleva distruggere gli esseri umani ma la loro cultura e la capacità di accogliere. Nella Bibbia il concetto “ama lo straniero” è scritto per 60 volte, invece “Ama il prossimo tuo come te stesso” solo 2 volte”.

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