Stop alla sperimentazione della pistola elettrica Taser, i sindacati di polizia spaccati

Secondo il Silp servono protocolli e una valutazione chiara dei rischi e delle conseguenze che l'utilizzo dell'arma ad impulsi elettrici porta con sé. Sostegno alla sperimentazione giunge dal Sap

Il ministero dell'Interno avrebbe sospeso la sperimentazione della pistola elettrica denominata Taser e la notizia, anche a Trieste, ha suscitato reazioni e prese di posizione delle più diverse nel mondo sindacale delle forze dell'ordine. Le "criticità riscontrate nelle prove - scrive il periodico online Nuova Società - ha acceso il dibattito tra i lavoratori di polizia e gli esperti". Secondo l'organo di informazione "l'adozione delle pistole elettriche non è mai stata lineare visto che si tratta di uno strumento che, al di là della sua efficacia, porta con sé conseguenze e dati che fanno impressione e che richiede un uso oculato non sempre adeguato al contesto e non opportuno per ogni situazione che si trovano ad affrontare gli operatori della sicurezza".

Le ragioni del dietrofront da parte del ministero non sarebbero note anche se l'agenzia di stampa Adnkronos pubblica un'indiscrezione secondo la quale il ritiro potrebbe essere stato deciso a causa di "difetti tecnici". “La commissione di aggiudicazione - così l'agenzia - ha proposto l’esclusione dell’unica azienda costruttrice che si era presentata per difetto dei requisiti minimi di sicurezza previsti dal capitolato tecnico”.

La posizione dei sindacati è spaccata. Da un lato il Silp Cgil nazionale chiede "protocolli di sicurezza adeguati in modo da tutelare i lavoratori di polizia qualora emergessero responabilità civili o penali, senza tralasciare gli autorevoli  pareri ministeriali circa i danni che tale strumento può procurare, senza dimenticare che la pistola a impulsi è paragonata ad un’arma". A livello locale, Michele Tarlao sostiene che la pistola "presenta rischi per la persona colpita, che non sono stati calcolati, e possibili ripercussioni per l’operatore. Occorrono aggiornamento professionale e disposizioni precise. Provocaando stordimento, il dissuasore elettrico presenta rischi derivanti anche dalla caduta involontaria della persona colpita ed inoltre, se il destinatario del Taser è un soggetto cardiopatico o una donna incinta, il rischio è di alterazioni cardiache che possono portare a un arresto cardiocircolatorio". 

Dal precedente ministero dell'Interno a guida salviniana, il Taser veniva ritenuto uno strumento "efficace" e capace di "ridurre i rischi per l’incolumità personale degli agenti”. Proprio il Sap, il sindacato vicino all'area di centrodestra, afferma che sarebbero "troppi i quotidiani episodi di violenze nei confronti delle forze dell'ordine". Gli operatori di Polizia da anni invocherebbero "equipaggiamenti all'avanguardia - scrive Lorenzo Tamaro, segretario provinciale - efficaci nella breve distanza, nel corpo a corpo, proprio per evitare le molte migliaia di colleghi feriti ogni anno". 

Per il Sap quindi il Taser basterebbe "a fare desistere l’aggressore nella sua condotta ed azione". Tamaro sostiene la necessità di "un cambio di mentalità, quello che non si debba “toccare” l’operatore di Polizia, perché lui sta dalla parte della brava gente, anche a Trieste". 

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