Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Tassa di soggiorno: la Regione è favorevole ma gli albergatori contrari

La tassa di soggiorno per i turisti che si fermeranno almeno una notte in strutture ricettive del Friuli Venezia Giulia raccoglie il consenso nel consiglio regionale. Sarebbe introdotta dal gennaio 2016. Tourism_Net.Fvg è contro

La proposta operativa è del consigliere regionale triestino Emiliano Edera dei Cittadini. «Si parla da tempo di questa ipotesi - ha spiegato il rappresentante dei civici - ma forse questa è la volta buona. La Giunta Serracchiani sta affrontando la questione con l'obiettivo di rendere operativa l'introduzione della tassa dal primo gennaio 2016.

L'idea di istituirla non al buio, ma in maniera ragionata è evidentemente condivisibile: la tassa andrà organizzata in modo equilibrato, senza penalizzare l'offerta alberghiera e magari con soluzioni a scalare per famiglie o in base alla durata della permanenza».

«Fin qui il consenso appare unanime e le soluzioni facili da trovare. Da chiarire, però, c'è ancora in che modo saranno utilizzati i soldi incassati attraverso la tassa. La mia proposta - ha sottolineato Edera - è che il denaro sia vincolato a progetti specifici. Non è sufficiente ipotizzare un uso turistico, finalizzando l'uso del denaro a un generico sviluppo del comparto. Di concerto con le categorie, invece, le
amministrazioni comunali potrebbero individuare uno o più progetti, opere e/o attività ai quali destinare l'introito della tassa per un periodo di tempo stabilito in principio, ovvero l'intero importo raccolto in uno o in tre anni per finanziare un museo piuttosto che un evento».

«In definitiva - ha concluso Edera - i Comuni che decideranno di istituire la tassa di soggiorno dovranno decidere fin da subito
su quale specifico progetto puntare, spiegando sia ai concittadini che allo stesso turista come sarà impiegato il suo contributo».

Tourism_Net.Fvg, la prima rete d'impresa turistica del Friuli Venezia Giulia della quale fanno parte strutture alberghiere, ristoranti e aziende di servizi collegati al turismo si schierava invece contro l'introduzione della tassa di soggiorno già in un comunicato ufficiale a metà marzo. L’imposta, secondo la Tourism_Net, renderebbe il Friuli Venezia Giulia meno appetibile per i turisti rispetto ad Austria e Slovenia causando una contrazione dei pernottamenti in regione.

«I dati diffusi da TurismoFvg evidenziano nel 2014 un calo delle presenze in regione del 3 per cento, ma questo andamento non potrà essere certo invertito aumentando le tasse a carico dei turisti», sottolinea Giuliana Ganzini Quendolo, amministratore della rete e titolare dell’Hotel Suite Inn di Udine.

«La posizione del Friuli Venezia Giulia espone le imprese turistiche alla forte concorrenza di Slovenia e Austria, dove la pressione fiscale a carico delle aziende è circa la metà di quella italiana, mentre nel nostro Paese negli ultimi due anni abbiamo subito il raddoppio della tassazione sugli immobili. L’aumento dei pernottamenti in albergo a Lignano (+0,9 per cento rispetto al 2013) e a Grado (+2,5 per cento rispetto al 2013) è stato sicuramente favorito dall’assenza di questo balzello che ha permesso alle imprese locali di sviluppare offerte competitive. L’obiettivo dovrebbe essere prolungare la permanenza media dei turisti sul territorio dalle attuali 4 notti a 6, ma la Tassa di soggiorno va esattamente nella direzione opposta. Per la montagna, che ha subito un forte e costante calo di presenze, l’aumento dei costi a carico dei turisti sarebbe infine un vero e proprio colpo al cuore».

Oltre a rendere l’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia meno competitiva l’introduzione della Tassa di soggiorno pone anche problemi di carattere pratico e aumenta i costi di gestione sia per le aziende sia per i Comuni, alcuni dei quali sono interessati dalla riforma degli enti locali.

«In  questo momento è davvero difficile prevedere quale assetto avranno i Comuni nel prossimo futuro, per cui è difficile credere che le amministrazioni cittadine attuali possano fare promesse e stringere accordi con le imprese in nome di entità che ancora non sussistono - spiega Guerrino Lanci, titolare dell’Hotel Italia di Trieste e amministratore di Tourism_Net.Fvg -. In base alle nuove norme la Tassa di soggiorno potrebbe non andare più al singolo Comune ma alle aggregazioni di Comuni, quindi qualsiasi accordo dovrebbero essere per lo meno rimandato all’entrata in vigore della norma. Inoltre, nemmeno i consorzi di promozione turistica avrebbero la possibilità di attingere ai fondi derivanti dalla Tassa di soggiorno perché questi dovrebbero rientrare obbligatoriamente tra quelli inclusi nel regime de minimis già utilizzati per gli altri progetti e mi risulta in gran parte esauriti».    

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