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Insulti contro la senatrice Rojc: "S'ciava e comunista di m...."

I commenti d'odio sono apparsi sulla pagina Facebook della parlamentare del Partito Democratico dopo la nota in cui criticava il Governo dopo la non approvazione di emendamenti che "proponevano di tutelare e favorire la rappresentanza in Parlamento della minoranza slovena"

“Dal Governo gialloverde un attacco senza precedenti alla rappresentanza delle minoranze linguistiche autoctone, in primis quella slovena". La senatrice del Partito Democratico Tatjana Rojc si dice "angosciata per la direzione oppressiva e discriminante presa da Governo e maggioranza. Sta risorgendo un clima di intolleranza antislovena che pareva avessimo superato. Perfino sulla mia pagina Facebook sono ricomparsi insulti come slava di m....". 

I commenti d'odio

Sulla pagina Facebook della senatrice infatti appaiono commenti come "sciava", "slava e pure comunista di m....". Tatjana Rojc ha evidenziato questi commenti in una nota riguardante il voto della maggioranza del Governo contro gli "emendamenti che si proponevano di tutelare e favorire la rappresentanza in Parlamento della minoranza slovena, anche a seguito della riduzione dei numero di parlamentari". "E’ la prova definitiva - scrive la Rojc - che quella di Lega e M5S è una maggioranza di destra, che mette una cappa di piombo sopra i diritti di chi dovrebbe essere più tutelato”.

"Una vergogna"

La senatrice ha ricordato inoltre che “un leader nazionale della Lega come il presidente Fedriga, in sedi nazionali e in consessi internazionali, ha ribadito che la tutela della minoranza è un diritto sacrosanto. E così ha fatto regolarmente anche il capogruppo del M5S al Senato, il triestino Patuanelli. Ma poi, quando in Aula si deve alzare il pollice per dare via libera a coerenti modifiche di garanzia, i due capigruppo di Lega e M5S decretano l’affossamento degli emendamenti che si proponevano proprio di dare la giusta rappresentanza a una minoranza autoctona. Una vergogna, che voglio denunciare pubblicamente.” Dal canto suo il senatore Bressa, annunciando il suo voto contrario a questa riforma, ha aggiunto: “è un no che va oltre il merito della proposta, per denunciare il vostro disegno di delegittimazione della democrazia rappresentativa e parlamentare. Il mio è un no politico a questo disegno inconfessato e inconfessabile”.

Le parole di Shaurli

Nella vicenda è intervenuto anche il segretario regionale del Partito Democratico Cristiano Shaurli. “Il ‘no’ agli emendamenti a tutela della rappresentanza in Parlamento della minoranza slovena è un atto grave contro una comunità linguistica e nazionale che è parte costitutiva e integrante della nostra regione. Il Governo, la maggioranza e ogni singolo parlamentare eletto in Friuli Venezia Giulia con il suo voto si è assunto una responsabilità nei confronti della democrazia, e qualcuno l’ha tradita”. 

"Patuanelli minimizza"

Per Shaurli “c’è da sbigottire a leggere le dichiarazioni del capogruppo M5S Patuanelli, quando minimizza e rinvia a una modifica della legge elettorale o addirittura agli stessi emendamenti della senatrice Rojc che ha appena bocciato. Ci chiediamo se come capogruppo ha voce in capitolo oppure se anche lui è un esecutore di ordini”. “Non solo il Friuli Venezia Giulia sarà nel suo complesso sottorappresentato a Roma – conclude Shaurli – per effetto del taglio dei parlamentari che penalizza la nostra Regione diversamente da altre, e già questo dice molto dell’autorevolezza e della forza di Fedriga. Ma con questo atto Lega e 5Stelle hanno anche deciso che siamo una regione di serie B sotto il profilo della tutela delle minoranze, che sono uno dei fondamenti della nostra specialità ed autonomia. Si poteva fare un passo avanti e invece se ne fanno due indietro”.

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