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Cristina Brandolin

Cristina Brandolin

Nominata al tavolo nazionale per la salute mentale la presidente dell'ordine degli infermieri di Trieste

Cristina Brandolin è una dei due infermieri nominati quali componenti nazionali del tavolo dalla sottosegretaria Sandra Zampa

Al tavolo di lavoro tecnico nazionale sulla salute mentale è stata riconfermata Cristina Brandolin, presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste, in forze al Centro Salute Mentale 4 del Dipartimento di Salute Mentale triestino. Sono due gli infermieri nominati quali componenti nazionali del tavolo dalla sottosegretaria Sandra Zampa, una conferma prestigiosa per Brandolin, dopo il primo incarico ricevuto nel 2019, all'interno di un pool di esperti che avrà il compito di predisporre linee guida, di indirizzo e documenti scientifici e di verificare l’appropriatezza e la qualità dei percorsi di trattamento e riabilitazione erogati per i disturbi mentali.

Aumentano disturbi psichiatrici

“Con orgoglio ho accettato nuovamente l'incarico - sottolinea la presidente dell'Ordine Professionale degli Infermieri di Trieste - ed è un onore rappresentare la mia categoria in questo organismo che si pone obiettivi importanti. Lo è tanto di più in questo particolare momento storico, nel quale si registra un aumento significativo dei disturbi psichiatrici dovuti all'emergenza pandemica e alle relative difficoltà sociali ed economiche, che influiscono sulla vita delle persone. Lockdown, restrizioni e distanziamenti hanno limitato le relazioni e questo può influire su tutti, soggetti con determinate vulnerabilità o su chi soffre di disturbi latenti ma non ancora diagnosticati”.

Un esempio virtuoso

Il modello Trieste è ancora attuale?  “Sicuramente sì, il nostro sistema rappresenta un esempio virtuoso anche in questo contesto complicato. Abbiamo provato a riorganizzarci, attivando tecnologie e piattaforme che anche per noi hanno rappresentato una novità. Abbiamo redistribuito gli spazi interni e garantito la salute dei nostri utenti e dello staff attraverso un monitoraggio costante, con controlli, tamponi e più recentemente con le vaccinazioni degli operatori. A livello nazionale le situazioni non sono tutte identiche ed il tavolo di lavoro servirà anche per promuovere i modelli che hanno garantito i maggiori benefici”.

L'appello

Come referente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche al tavolo ministeriale, Brandolin lancia un appello: “Gli infermieri rappresentano nel nostro paese il 45% dei professionisti della salute mentale, nei servizi territoriali insieme alle altre figure dell'equipe si confrontano quotidianamente con bisogni complessi e una molteplicità crescente di interlocutori. Per questa ragione lavorare nei servizi di salute mentale richiede oggi conoscenze e competenze specifiche che dovrebbero essere maggiormente sviluppate a partire dal percorso di studi triennale per arrivare ai master specialistici e ai dottorati di ricerca. Ci sono ampi margini di miglioramento nel percorso formativo. Da parte nostra ci impegniamo affinché gli infermieri che giungono da noi vengano affiancati e formati con percorsi e tempistiche adeguati, per dare risposte ai molteplici bisogni di un'utenza che è ancora molto stigmatizzata e verso la quale il pregiudizio, anche nel mondo sanitario più in generale, è ancora presente”.

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