L'incognita dei teatri, Tonel: “In programma nuove stagioni, ma si naviga a vista”

I teatri di Trieste programmano i primi spettacoli per le stagioni 2020 - 2021 tra le mille incognite delle norme sanitarie in continua evouzione. L'assessore: "I contributi dal Comune per quest'anno sono rimasti gli stessi, preoccupazione per il 2021

Foto: Aiello

I teatri di Trieste scaldano prudentemente i motori per l'incognita della stagione 2020 – 2021, dove tutto è in balia della curva di contagi e delle eventuali restrizioni. Proprio oggi in Municipio sono stati presentati i due spettacoli, per un totale di quattro date, organizzati nei giardini di Trieste dalla compagnia dialettale L'Armonia. Un preludio alla stagione vera e propria e un modo creativo di sfruttare i parchi cittadini per una maggior sicurezza, ma non certamente attuabile nelle stagioni fredde.

Le incognite

“Bisogna capire come gestire gli spettacoli – ha dichiarato l'assessore ai teatri Serena Tonel a margine della conferenza stampa – quanti attori possono essere presenti sul palco e come possono interagire, quindi se devono andare avanti con gli spettacoli a leggio per quanto riguarda la prosa o se si può anche pensare a degli spettacoli più strutturati. Per quanto riguarda il pubblico valgono le misure indicate nei vari dpcm e nelle ordinanze regionali”. 

I primi spettacoli della stagione

I vari enti, spiega l'assessore, stanno già programmando, per quanto possibile, i prossimi spettacoli al chiuso e alcuni li hanno già annunciati, come il Teatro Stabile Sloveno e il Rossetti, mentre al Miela ha già fissato una rassegna ispirata al Decameron dal 5 al 20 settembre. Anche il Verdi ha già programmato dei concerti e altri ne ha organizzati durante l'estate, mentre la stagione lirica sarà probabilmente annunciata in settembre. “Anche La Contrada si sta organizzando – spiega Tonel -  l'intenzione è quella di pensare agli abbonati e al pubblico. Le stagioni saranno comunque ridimensionate rispetto al consueto ma è comunque possibile continuare l'attività. Queste sono le considerazioni a oggi ma non si conosce la futura evoluzione della pandemia. Bisogna attendere e navigare un po' a vista”. 

I fondi comunali, preoccupazione per il 2021

Per quanto riguarda i fondi comunali ai teatri, quest'anno i contributi sono rimasti gli stessi rispetto allo scorso anno. Secondo l'assessore ai teatri “di fatto è un grande sacrificio per il Comune perché è in una situazione economica non felice. Quello che ci preoccupa è la prospettiva del 2021, perché si considera un calo degli introiti alla finanza pubblica consistente per cui nel 2020 riusciamo ad avere una situazione abbastanza allineata con l'anno precedente e nel 2021 staremo a vedere”.

“Naturalmente  - conclude - ci sono le spese in più per la gestione dell'emergenza e il rispetto delle disposizioni sanitarie, quindi il fatto di aver mantenuto lo stesso livello di contribuzione a tutti i teatri è un grandissimo sforzo, però l'abbiamo voluto fare per dare un segnale di supporto alle attività culturali, un settore che ha subito per primo il blocco delle attività e sarà l'ultimo a ripartire”.

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