Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Telecamere cinesi Hikvision anche nelle procure del Fvg, l’esperto di sicurezza: “Se costa poco, il prodotto potresti essere tu”

Dopo il "caso" sollevato da Report e ripreso da Trieste Prima, abbiamo interpellato il responsabile della divisione Sicurezza IT in capo al gruppo Monticolo & Foti, azienda che da tempo collabora con le forze dell'ordine per i servizi di intelligence. “La questione è nota da molto tempo. Quei prodotti sono usati in tutte le pubbliche amministrazioni"

Nessuna telecamera della controversa multinazionale cinese Hikvision nel circuito di videosorveglianza comunale di Trieste, ma questi dispositivi in grado di trasferire dati a indirizzi ip cinesi si troverebbero in oltre 100 procure in tutte le regioni italiane, Fvg compreso. Il dato è stato diffuso in un servizio di Report, ripreso la settimana scorsa da Trieste Prima, ma anche dalla stampa nazionale. 

Abbiamo interpellato in merito Giuliano Iurkic, responsabile della divisione Sicurezza IT in capo al gruppo Monticolo & Foti, azienda che da tempo collabora con le forze dell'ordine per i servizi di intelligence. “La questione è nota agli esperti del settore da molto tempo. Quei prodotti sono usati in tutte le pubbliche amministrazioni in seguito a una convenzione Consip, e già nel 2017 era stata presentata un’interrogazione parlamentare in merito”.

In particolare, come rilevato anche da un’inchiesta di Wired, In 134 Procure, tra cui alcune in Friuli Venezia Giulia, oltre 1000 dispositivi Hikvision sono stati acquistati dal ministero della Giustizia per sorvegliare le sale intercettazioni. 

Ma l’esperto evidenzia anche un altro problema: “I prodotti con quel brand sono presenti anche in dispositivi con altro marchio perché forniscono il semilavorato elettronico, che potrebbe rappresentare un elemento di intromissione. Nello specifico caso di Hikvision, come rilevato da Report, non si trattava di sistemi penetrabili da fuori, in questo caso erano gli impianti stessi a chiamare all’esterno. È necessario affidarsi, soprattutto per le infrastrutture critiche, a professionisti della sicurezza. Stiamo a questo proposito collaborando con l’università di Trieste su sistemi che garantiscano la sicurezza dei dati in ambito videosorveglianza a livello di ricerca, un progetto di cui andiamo molto orgogliosi e che porta credibilità alla città tutta”.

In particolare, questa è la strategia adottata dal gruppo Monticolo & Foti per gli impianti di videosorveglianza: “Abbiamo una partnership con prodotti made in Europe e made in Germany - spiega Iurkic - che ci garantiscono sicurezza di sistema. Il tutto va inquadrato in un’architettura di sistema perché la telecamera comunica con degli apparati di rete e dev’essere tutto allineato. Noi poniamo molta attenzione ai partner tecnologici. Purtroppo in altri contesti si verifica troppo spesso un problema di prezzo perché alcune gare sono gestite con la logica del risparmio ed è noto che quando pago poco un prodotto c'è il rischio che il prodotto sia io. Noi lavoriamo con Dallmeier, siamo partner certificati, sono prodotti di nicchia sul mercato della videosorveglianza, vengono usati in situazioni in cui la sicurezza è importante. Ultimamente grazie ai fondi pubblici per la sicurezza c’è una gran richiesta di progettazione nel nostro territorio e visti i dati sensibili che vengono raccolti c’è bisogno di grande cura nel trattarli”.

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