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Tendopoli a Valmaura, Il presidente Consulta degli immigrati: «Cittadini andavano interpellati»

Affollata "Festa della Pace" in piazza Unità, giornata fortemente voluta dall'ONU. L'evento è stato ricordato ieri nel corso di una colorata e animata manifestazione a cui hanno preso parte oltre 200 persone tra belletti, letture e poesie. Concerto dei Tiresia's Folk Brunch

Affollata “Festa della Pace”, giornata fortemente voluta dall’Onu che ricorre ogni 21 settembre. L’evento è stato ricordato ieri nel corso di una colorata e animata manifestazione in piazza Unità, a cui hanno preso parte oltre 200 persone tra belletti, letture, poesie e concerto per la pace finale dei Tiresia’s Folk Brunch.

Hector Sommerkamp, presidente della Consulta degli immigrati di Trieste. Organo consultivo del Comune di Trieste riferisce che «la Consulta è composta da 21 membri, anche se da settembre ambiamo chiesto che sia ridotta a 15, in quanto non è semplice riuscire ad unire il lavoro che ognuno di noi ha con l’altrettanto impegnativo compito di far parte di questo organo. La comunità più rappresentata sono i serbi, che sono in città 18 mila, e ne avevano 4, mentre con la riforma ne avranno 3 in quanto il numero dei rappresentanti è proporzionale al numero degli stessi abitanti in città. Ci sono 2 filippini, 2 croati, 2 senegalesi, 2 del Cameroon, 2 della Colombia, uno dal Perù e uno dall’Ucraina. Sulla popolazione totale residente a Trieste, circa il 10% è composto da immigrati regolari». 20set2015.ManifestazionePace(FotoLucaMarsi)70

«C’è molta confusione tra coloro i quali sono rifugiati e coloro che invece sono clandestini - continua Hector – ed è provocata innanzitutto da partiti come la Lega Nord. Quando tu ideologizzi un fatto siamo finiti. La distinzione peraltro, è piuttosto netta, in quanto i rifugiati sono coloro che fuggono dalle guerre. Certo va anche detto che c’è un disordine terribile circa come si sta gestendo la questione, chi infatti ha la certezza che siano tutti rifugiati? Da lì a dire che tutti sono clandestini però ce ne passa, in quanto clandestino è colui che non è interessato ad inserirsi in una città, in una nuova comunità, vivono al limite, ma i rifugiati non sono così. A me non piace fare le polemiche, ma ragionare assieme sui problemi concreti, senza ideologie e senza stereotipi. Io sono il primo che spingo gli immigrati a parlare l’italiano, ad integrarsi con la città ad avere un rapporto con i triestini. Il problema è che spesso questa persone fuggono dalle loro città d’origine e non sanno nemmeno parlare la loro lingua madre ed è risaputo che il modo migliore per imparare una lingua straniere è innanzitutto quella di conoscere la propria. Se non la si sa, diviene difficile acquisire nuove nozioni in materia. Lo dimostrano i tanti bambini nati da matrimoni misti, celebrati anche in città, che hanno una facilità incredibile a imparare nuove lingue, avendo imparato sin da piccoli almeno due lingue straniere, essendo quindi predisposto sin dalla tenera età».

Preoccupati da un’eventuale vittoria di Roberti alle prossime amministrative? «Si fanno – sottolinea Hector -  sempre questi discorsi piuttosto “violenti”, non si risolvono i problemi ideologizzando chi sono i buoni e chi i cattivi, siamo tutti buoni e cattivi. Non dobbiamo però nascondere la nostra preoccupazione circa i continui discorsi che fa Salvini. A Trieste non c’è nessun problema di razzismo e se ci sono degli episodi è solamente dovuta ad ignoranza. Da dire anche se spesso gli atteggiamenti negativi ed infastiditi dei triestini verso i vuccumprà derivano anche dai comportamenti spesso fastidiosi degli stessi ambulanti. Noi cerchiamo che i problemi che ci possono essere in città si amplifichino ancora di più e possibilmente cerchiamo di stopparli a seconda delle nostre possibilità in merito, in questo senso abbiamo ottimi rapporto con la Questura, con la Prefettura e con i Carabinieri».

20set2015.ManifestazionePace(FotoLucaMarsi)32«L’episodio di via del Toro – spiega il presidente -  è stato un fatto a sé stante, non si può dire che la città non è sicura perché è successa quella determinata questione, non si può fare di tutta l’erba un fascio. Piazza Garibaldi, ad esempio è piena di serbi, eppure non è mai successo niente e non c'è alcun problema di sicurezza. In quella piazza potrebbe succedere qualche fatto come potrebbe accadere in qualsiasi altra parte della città frequentata solo da triestini».

«Sulla questione tendopoli – conclude - andavano coinvolti nelle scelte gli abitanti, io credo che avrebbero accettato, le questione imposte non sono mai molto apprezzate a prescindere dall’argomento in quanto le scelte non sono appunto condivise. Se vogliamo dirla tutta, è meglio che stiano li piuttosto dove si trovavano prima (al Silos)».

«Siamo molto contenti – spiega Lidjia Radovanovic, vicepresidente della Consulta degli immigrati - della partecipazione odierna anche perché secondo noi il miglior modo per superare le paure che ci possono essere è proprio organizzando eventi come questo che permettono a tutti di interagire tra di loro. I bambini non sono mai intolleranti, si sviluppo con l’età se non si è mai al contato con le diversità. Noi cerchiamo sempre di organizzare alcune iniziative, almeno una ogni due mesi, anche se i media non ci danno grande spazio sugli eventi che facciamo.  Noi auspichiamo che chi governa, invece che sottolineare sempre le cose negative, dovrebbe gestire nel migliore dei modi i flussi migratori. Quando quelle persone vengono messe in disparte e guardate male, quelle stesse persone, che sono degli esseri umani, potrebbero reagire maie. Nessuno è santo, nessuno è un criminale. Se quindi si partecipa a questi incontri, in cui vengono spiegati e illustrate le diverse culture, si ha maggior consapevolezza e quindi meno sentimenti negativi».

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