Cronaca Via del Coroneo

Tensione in carcere: danneggiamenti, ingiurie, un principio di allagamento e un tentativo di impiccagione

La segretaria regionale Fvg Ugl Pp Federica D’Amore: «L’esperienza dei poliziotti penitenziari ed il loro repentino e professionale intervento ha evitato il peggio»

Una giornata da incubo nel carcere triestino di via del Coroneo quella cominciato lunedì sera quando uno dei detenuti (con problemi psichiatrici), ospitato nel reparto “isolamento” del Coroneo, ha danneggiato la televisione in dotazione alla cella ed ha rotto i vetri della finestra: una situazione già critica perché ovviamente i vetri potevano essere utilizzati come arma improrpia contro gli agenti della Polizia penitenziaria o per compiere gesti autolesionistici. «I motivi del gesto non sono noti - spiega una nota stampa Ugl Pp -, il detenuto ha comportamenti deliranti e non è collaborante fin da quando è entrato in carcere pochi giorni fa ed ha rifiutato ogni contatto con il personale e con gli operatori sanitari».

La mattina seguente è intervenuta un’equipe di psichiatri, che ha deciso di ricoverare il detenuto perché «necessita di cure che in carcere non possono essere prestate». A quel punto altri detenuti ospitati nello stesso reparto in regime di isolamento, anch’essi con evidenti problemi psichiatrici, hanno iniziato a urlare chiedendo di essere portati via come il loro compagno; dalle urla però si passa agli insulti contro il personale sanitario, uno addirittura piange disperato chiedendo aiuto e di essere curato. La situazione degenera quando un detenuto comincia ad allagare il corridoio della sezione costringendo il personale a chiudere l’erogazione dell’acqua per scongiurare il pericolo di folgorazione per contatto con la rete elettrica; un altro ancora è arrivato ad urinare nel corridoio, davanti al personale e «sembra abbia ingerito addirittura le proprie feci», fino a che la sua disperazione lo ha portato a tentare di farla finita: ha legato un lembo di lenzuolo alla staffa che sostiene la televisione e ha tentato di impiccarsi.

L’episodio, reso noto dalla segretaria regionale Fvg Ugl Pp Federica D’Amore, ha visto ancora una volta la Polizia penitenziaria intervenire a sventare un tentativo di suicidio di un detenuto e «anche in questo caso, come già accaduto il mese scorso, l’esperienza dei poliziotti penitenziari ed il loro repentino e professionale intervento ha evitato il peggio».

«Voglio esprimere tutto il mio compiacimento per l’operato dei colleghi ma anche denunciare le difficoltà quotidiane con cui la Polizia penitenziaria deve operare» dichiara la segretaria regionale Ugl Pp Federica D’Amore; «i detenuti con problemi psichiatrici sono quelli che creano maggiori difficoltà di gestione, spesso in carcere per reati di minimo spessore delinquenziale, persone di cui la società in qualche modo si dimentica, soprattutto quando dietro non vi è una famiglia; in passato ospitati negli ospedali psichiatrici giudiziari, oggi dopo la loro soppressione e l’istituzione delle REMS ancora non a regime ottimale, sempre più spesso i soggetti psichiatrici con problemi giudiziari sono detenuti e la Polizia penitenziaria in questi casi è chiamata a comprendere, risolvere, contenere ed aiutare soprattutto psicologicamente, oltre che sorvegliare. Auspico che le istituzioni si rendano conto di quanto sia fondamentale affrontare il problema di detenuti con problemi mentali».

In merito ai fatti accaduti la sindacalista chiede inoltre che «le istituzioni riconoscano il lavoro dei poliziotti penitenziari anche attraverso le forme di riconoscimento che la legge prevede nei casi in cui il personale si distingua meritevolmente, perché ritengo che la gratificazione degli operatori sia un segnale importante di valorizzazione del loro lavoro».

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