L'aggressione / S. Giacomo - Ponziana / Via Pietro Zorutti, 10

"Sangue dappertutto, Tonino è stato massacrato nel suo letto"

Parlano gli amici e testimoni della notte di terrore che è scoppiata nel rione di Ponziana, alle prime luci dell'alba del 1 novembre. "Forse pensava di averlo ucciso". Il delirio di un 43enne di Catania, finito in carcere al Coroneo. Il reportage

TRIESTE - Paura e tensione nel rione di Ponziana. Nella notte tra il 31 ottobre e l'1 novembre, un siciliano di 43 anni in preda al delirio e armato di coltello ha sfondato ben tre portoni e aggredito due persone. Tra le vittime, un uomo di 85 anni attualmente ricoverato a Cattinara. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri e si trova nel carcere del Coroneo a disposizione dell'Autorità giudiziaria. 

I fatti

Sono circa le quattro del mattino quando, all'interno del civico 10 di via Zorutti, l'uomo nativo di Catania sfonda la porta di casa di Antonio detto "Tonino" Maiorano, ottantacinquenne di origini baresi e considerato da tutti il 'nonno' del quartiere. Una volta entrato, si fionda sull’anziano, lo prende violentemente a pugni e gli ruba cellulari e bancomat. Non soddisfatto, si reca al civico 14 di via Battera, dove vive il fruttivendolo Antonio che da diverso tempo è uno degli angeli custodi di Tonino e che, a seguito di vari furti subiti dall’anziano, si prende cura di lui. Il 43enne sfonda il portone e sul pianerottolo urla “dammi i pin”, in riferimento ai bancomat dell'85enne. Si reca quindi al civico 16, dove vive Andrea, il proprietario del negozio di Cbd del rione (negozio di canapa legale), anch’egli amico di Tonino. "Dopo aver distrutto i citofoni, ha sfondato il portone e ha preso per il collo la mia compagna, scesa per cacciarlo - ci racconta Andrea -. Quando mi sono accorto della sua assenza, sono corso sul pianerottolo anch'io ma al mio arrivo è scappato. Ho chiamato la Polizia per ben tre volte, ma non è riuscita a prenderlo". Intanto la notte di follia continua: l'uomo torna a casa e lancia dei mobili dalla finestra, ancora visibili vicino ai cassonetti di fronte a via Battera.

Antonio resta solo in casa per tutta la giornata dell’1 novembre. Il mattino del 2 novembre, il fruttivendolo, accortosi dell’assenza dell’anziano, decide di andare a controllare. "Non rispondeva al cellulare, mi è sembrata una cosa strana”. Una volta arrivato al portone, suona ma non gli apre nessuno. Decide quindi di entrare, dato che ha una copia delle chiavi in caso di emergenza. La porta è chiusa. Suona il campanello, ma anche in quel caso non risponde nessuno. Al secondo tentativo, l’85enne risponde e gli apre. “Quando l’ho visto non riuscivo a crederci. C'era sangue dappertutto e lui era pieno di lividi. Tonino è stato massacrato nel letto con una foga indescrivibile”. Il fruttivendolo chiama quindi il 118 e i Carabinieri, che arrivano sul posto. "La porta era chiusa perfettamente, anche se a tenerla su c'era solo un cardine. Probabilmente l'aggressore ad un certo punto ha pensato di averlo ucciso e ha deciso di chiuderla".

“Sembrava posseduto, aveva gli occhi rossi ed emetteva dei versi. Pronunciava anche delle parole in una lingua strana”, ci racconta Andrea descrivendo l'aggressore. “Aveva con sé un coltello di grandi dimensioni - aggiunge Antonio -. Non lo vedevamo in giro da due anni. Sembra soffrisse di depressione. A dire il vero è la prima volta che si comporta così”.  Stando ai racconti dei vicini nella tarda serata del 31 ottobre aveva già aggredito Tonino, ma nessuno ha allertato le forze dell’ordine.

Foto Aiello

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