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Mafia / Duino-Aurisina

Tenta di uccidere padre e figlio, indaga anche la Polizia di Trieste: arrestato imprenditore

Cercava di lasciare il paese ed è stato fermato allo svincolo di Duino. L'imprenditore foggiano è indagato per il duplice tentato omicidio (con l'aggravante dello stampo mafioso) di Antonio Francavilla e suo figlio minorenne, avvenuto lo scorso marzo in provincia di Roma

Anche la Squadra mobile di Trieste ha collaborato alle indagini sul duplice tentato omicidio di Antonello Francavilla e del figlio minorenne, per il quale è stato arrestato lo scorso due agosto un imprenditore di Foggia. L’uomo è accusato di essere l’esecutore materiale del grave fatto di sangue avvenuto lo scorso marzo a Nettuno, in provincia di Roma. Il provvedimento, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Roma e di Foggia.

L’indagato si era reso irreperibile quando il provvedimento di fermo è stato emesso, ma è stato rintracciato poco dopo in auto sull’A4 all’altezza dello svincolo di Duino. In seguito il Gip del Tribunale di Trieste ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’indagato.

I fatti

Lo scorso due marzo Antonello e il minore sono stati feriti da numerosi colpi di arma da fuoco nell’abitazione dove la vittima era agli arresti domiciliari. Le squadre mobili, insieme alle direzioni distrettuali antimafia di Roma e Bari, hanno avviato un’indagine che ha consentito di ricondurre l’episodio ad ambienti criminali foggiani. L’obbiettivo è stato individuato in Francavilla e il figlio è stato coinvolto accidentalmente, come accertato dagli inquirenti.

Il gruppo mafioso

Dalle indagini sono emerse delle prove che hanno individuato sette persone come presunti mandanti del tentato omicidio, tra cui un esponente di primissimo piano della consorteria mafiosa ‘Sinesi – Francavilla’. Nei loro confronti, lo scorso 21 luglio, è stato eseguito un provvedimento di fermo, poi convalidato dal Gip di Foggia, con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, tentata estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, tutti aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa. Anche da alcune testimonianze si è risaliti al presunto autore materiale, che avrebbe prestato a Francavilla un’ingente somma di denaro, mai restituita. Questo il possibile movente dell’evento criminoso. 

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