Tenta il suicidio per la seconda volte in carcere

Salvato dagli agenti della Polizia penitenziaria. L'Ugl pp: «In un momento di gravissima carenza di personale, gli operatori non mancano di distinguersi per senso del dovere e professionalità. Bisogna al più presto affrontata in termini operativi l’apertura delle REMS»

Ieri pomeriggio, venerdì 6 gennaio, nella carcere triestino, il personale di sorveglianza del reparto di isolamento, durante un consueto giro di controllo, ha sorpreso un detenuto appeso a una mensola di metallo: ha usato le poche cose a disposizione per crearsi un cappio e cercare di farla finita. Per fortuna però sono intervenuti prontamente, ancora una volta, gli agenti della Polizia penitenziaria che lo hanno salvato.

«Le segreterie provinciale e locale Ugl pp esprimono il loro riconoscimento per l’operato dei poliziotti penitenziari i quali, in un momento di gravissima carenza di personale, non mancano di distinguersi per senso del dovere e professionalità - si legge in una nota del sindacato -. Oltre ad esprimere orgoglio per l’operato dei colleghi, la segreteria vuole nuovamente evidenziare le grandi difficoltà con cui la Polizia penitenziaria riesce ogni giorno a trattare con fermezza e umanità casi come quello del protagonista di questa vicenda, che aveva già tentato il suicidio non più di tre settimane fa. È necessario, però, che sia coordinato in modo sempre più accurato un lavoro in rete affinchè le istituzioni che si prendono in carico queste persone con gravissimi problemi di salute mentale, rispondano in modo appropriato alle esigenze terapeutiche delle stesse, anche all’interno di un carcere».

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«Sarebbe opportuno - sottolinea l'Ugl pp - che venisse al più presto affrontata in termini operativi l’apertura delle REMS (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) in tutto il territorio nazionale al fine di garantire la cura del soggetto reo nel rispetto della sua dignità e salute con interventi teraputici individualizzati e appropriati per ogni singolo caso, evitando quanto più possibile situazioni come quella verificatasi ieri nel carcere di Trieste».

«Le segreterie si augurano infine che le istituzioni premino il personale che, tra mille difficoltà, si distingue per gesti encomiabili come quello di salvare una vita - conclude il sindacato -; la gratificazione degli operatori è uno dei più importanti segnali di valorizzazione del loro lavoro, che merita il giusto riconoscimento».

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