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Terrazze Babuder

Terrazze Babuder

Ennesimo rinvio per le "Terrazze Babuder": il progetto fermo ai box

L'idea lanciata nell'ormai lontano 2019 non sembra essere prioritaria ed il progetto è fermo ai box. Il forzista: "Non è stata bocciata, solo rinviata. E' una visione di recupero del fronte mare per la collettività". Piace a tutti ma l'opera non si sblocca

Le ormai celebri “terrazze Babuder” di Barcola assomigliano sempre di più ad un atto di “Aspettando Godot”, il capolavoro del teatro dell’assurdo firmato da Samuel Beckett. Se da un lato la giunta comunale difende il progetto promettendo interventi futuri, dall’altro l’idea lanciata dal consigliere di Forza Italia continua ad essere vittima di un pressoché perpetuo rinvio da parte della stessa amministrazione.

Un progetto da circa 40mila euro

Era stata Francesca De Santis, assessore al Turismo dell’epoca (poi spostata nel rimpasto di giunta per far spazio a Giorgio Rossi ndr), a raccogliere la visione del collega di partito e a sostenere la possibile realizzazione degli spazi balneari grazie ad un’operazione che, nell’era precedente al Covid, sembrava di facile realizzazione. Le risorse, circa 40mila euro, sarebbero dovute arrivare dalla tassa di soggiorno e niente sembrava ostacolare il progetto.

Piacciono a tutti (ma sono ancora ferme)

Le terrazze piacciono al sindaco, a buona parte della giunta (forse non proprio a tutti ndr) e a diversi esponenti dell’opposizione che, in diversi momenti, hanno ripetutamente aperto all’idea. Nonostante l’allineamento dei pianeti e pur incassando la volontà dell’assessore al Turismo di andare avanti, il tutto è fermo. L’assessore al Patrimonio ha condiviso un’apertura che a tanti è sembrata parziale (favorevole ma è sembrato dubbioso sulla fattibilità dell’opera ndr), alimentando il malumore presente ormai da tempo.  

Le parole di Babuder

Secondo Michele Babuder “l’idea non è stata bocciata ma rinviata. Al di là di questo, il progetto delle terrazze a mio avviso deve far parte del desiderio di abbellire il lungomare, dotandolo di servizi, di nuovi spazi a mare anche grazie all’utilizzazione di materiali specifici che hanno il pregio di consolidare e proteggere moli, spiagge e banchine, e capaci di arricchire i fondali di fauna e flora marina poiché paragonabili a vere e proprie barriere coralline”.

"Immaginiamo un lungomare più bello"

L’opera – che costerebbe meno delle centinaia di migliaia di euro che ogni anno il Comune investe per la manutenzione dei Topolini, solo per fare un esempio – potrebbe inserirsi nella lista degli interventi da realizzare per garantire una continuità al lungomare. Da molo IV a Barcola è uno degli elementi possibili nella variante del porto vecchio e che, al grido de “la passeggiata che vorrei”, non sembra più essere rinviabile. “Non abbiamo uno sbocco al mare che sia uno, non ce l’abbiamo” ripete Babuder che sottolinea come le terrazze siano complementari alla “visione di un recupero del fronte mare per la collettività: se oggi ci sono recinzioni e bagni chiusi da troppo tempo, mi piacerebbe immaginare una città un po’ più bella, credo che Trieste lo meriti”.

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