Sabato, 13 Luglio 2024
Misure antiterrorismo

Aveva progettato un attentato a Rialto, ma era a Trieste: terrorista islamico espulso

Si tratta di un giovane di origine kosovara che nel 2016 era stato rintracciato dalla Digos di Venezia in quanto ritenuto responsabile, assieme ad altri due connazionali, di aver progettato un attentato a Rialto. "Venezia piena di miscredenti, qui guadagni subito il paradiso"

TRIESTE - Due stranieri ritenuti "pericolosi per la sicurezza nazionale" e collegati a diverso titolo a cellule jihadiste presenti nel paese sono stati espulsi dall'Italia. Entrambe le persone, un kosovaro tra i 20 e i 30 anni e un tunisino di 42, sono stati trattenuti nel Cpr di Gradisca d'Isonzo, prima di essere allontanati. Le misure sono state eseguite dal ministero dell'Interno nella giornata di ieri 22 ottobre. Il kosovaro è stato rintracciato proprio a Trieste all'incirca una settimana fa. Proprio il soggetto di origine balcanica faceva parte, assieme ad altri due connazionali, di una cellula terroristica sgominata dalla Digos di Venezia nel 2016 in occasione della pianificazione di un attentato che avrebbe dovuto colpire la zona di Rialto. "Con Venezia - così negli atti di indagine - guadagni subito il paradiso, con quanti miscredenti ci sono qua. Buttarla (una bomba ndr) e poi boom boom". 

Gravi gli indizi di colpevolezza circa la partecipazione ad una associazione "con finalità di terrorismo internazionale, in relazione alla loro adesione all'ideologia dello Stato islamico". Il kosovaro fermato a Trieste era stato già espulso, eppure si trovava nel territorio nazionale. A seguito del fermo è stato processato per direttissima ed espulso nuovamente, con un decreto del prefetto emesso il 16 ottobre scorso. Due giorni dopo la decisione da parte del governo di sospendere Schengen al confine con la Slovenia. La seconda espulsione riguarda invece un tunisino colpito più volte da decreti di allontanamento dal territorio nazionale, ma rimasti sempre ineseguiti. Rintracciato lo scorso 26 settembre, è stato associato anche lui al Cpr di Gradisca d’Isonzo e poi in quello di Caltanissetta. Una volta riconosciuto dalle competenti Autorità consolari tunisine, è stato rimpatriato in esecuzione del provvedimento di espulsione del prefetto di Piacenza. 

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