Rotta balcanica e terrorismo, il sindacato di polizia: "Possibili infiltrazioni"

A lanciare l'appello è il segretario provinciale della Federazione Sindacale di Polizia Edoardo Alessio. Gli ultimi due attentati a Nizza e Vienna non erano collegati alla Rotta

Polizia austriaca, immagine di repertorio ANSA

Dopo la notizia del rintraccio di 76 migranti tra Slovenia ed Italia durante l'ultimo fine settimana e pubblicata ieri 16 novembre da TriestePrima, giungono puntuali le reazioni di alcuni sindacati delle forze dell'ordine impiegate presso la questura. A chiedere maggiore impegno al governo Conte questa volta è il segretario provinciale della Federazione Sindacale di Polizia Edoardo Alessio che manifesta preoccupazione per quelli che vengono definiti possibili arrivi di "elementi terroristici" sul territorio nazionale attraverso la Rotta balcanica.  

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I casi in Francia ed Austria

In seguito agli attacchi di Nizza e Vienna, anche a Trieste si è messa in moto la macchina della sicurezza attraverso la convocazione di una riunione in Prefettura - alla quale hanno partecipato i vertici delle forze dell'ordine presenti sul suolo triestino - per fare il punto e rafforzare le misure antiterrorismo a livello locale. Nonostante gli ultimi casi di terrorismo in Austria e Francia non sembrano essere legati al fenomeno della Rotta balcanica - l'attentatore di Nizza era sbarcato a Lampedusa il 20 settembre scorso mentre le notizie relative all'attentatore ucciso a Vienna hanno rivelato la sua cittadinanza austriaca - il sindacato guidato da Alessio esprime il timore che tra i gruppi di migranti che continuano ad arrivare alle spalle del capoluogo del Friuli Venezia Giulia, si possano nascondere degli infiltrati. 

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Le richieste

Oltre a manifestare preoccupazione per "la mancanza di attenzione" verso il problema della Rotta e sottolineare la frustrazione per le promesse non mantenute "di inviare nuovo personale", Alessio si sofferma proprio sulla questione terroristica. "Chiediamo - scrive - un fermo intervento del Ministro degli Esteri e del Ministro dell’Interno per impegnare i vicini sloveni a una maggiore attenzione al fenomeno e al nostro Ministro di intervenire con uomini e mezzi da destinare a questa provincia. Non vorremo piangere ancora vittime innocenti per l’inerzia del nostro paese". 

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