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Martedì, 16 Agosto 2022
Il prezioso ritrovamento / Duino Aurisina - S. Croce / Località Villaggio del pescatore

Bocche del Timavo, recuperata un'anfora di oltre 2000 anni fa

Dopo la segnalazione effettuata da un privato si sono messi in moto i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e la Soprintendenza. Dopo il recupero difficoltoso, il manufatto è stato affidato ai tecnici dell'Archeologica

LACUS TIMAVI - Era a più di quattro metri di profondità l'anfora risalente al I secolo avanti Cristo che è stata recuperata nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Udine. Il prezioso manufatto - di produzione altoadriatica, alto circa 80 e dal diametro massimo di 35 centimetri - era stato individuato in un'area compresa tra Monfalcone e il Villaggio del Pescatore, in quello che nell'antichità veniva chiamato Lacus Timavi. 

Età e dimensioni

Secondo una prima ricostruzione condotta dagli esperti della Soprintendenza Archeologica del Fvg, l'anfora è riaffiorata "a seguito dell'erosione spondale che caratterizza quel tratto di riva". Era stato un privato cittadino a segnalarne la presenza. Lo stesso, tempo fa era riuscito a fotografarla così da poter confermare la presenza sia alle forze dell'ordine che alla Soprintendenza. Il recupero si è reso necessario anche perché la notizia del rinvenimento era diventata di pubblico dominio e così evitare che "appassionati e collezionisti di tale tipologia di beni potessero entrarne illecitamente in possesso".

L'operazione di recupero

L'operazione di recupero è stata resa difficile a causa del livello delle acque (maggiore rispetto a quando era stata notata la prima volta), a causa della corrente di marea e alla torbidità dell'acqua, particolarmente fredda in quel punto. Per farla riemergere l’anfora è stata imbragata in una rete “giapponese”, a cui è stato agganciato un pallone di sollevamento subacqueo del tipo “a paracadute”, che ne ha consentito la riemersione. Compatibile con analoghi esemplari rinvenuti a partire dagli anni ’70 del secolo scorso nella medesima area marina, l’anfora è stata messa a disposizione della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio del FVG per le seguenti operazioni di desalinizzazione, studio e successiva valorizzazione"

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