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Tiramisù: il Veneto non ci sta, Zaia pronto ad impugnare il decreto

Il governatore Zaia rivendica la paternità di uno dei dolci più conosciuti al mondo: « Resto basito. Sarebbe come se noi veneti andassimo a chiedere la protezione del marchio della "gubana" e nessuno si peritasse di sentire i friulani»

«Di fronte a questo decreto resto letteralmente basito. Mi auguro che il ministro lo abbia fatto in buona fede e che qualcuno gli abbia rifilato carte non completamente esatte, altrimenti ci sarebbe veramente da preoccuparsi»: a dirlo il governatore del Veneto Luca Zaia riguardo al decreto del Ministero delle Politiche agricole sul tiramisù "friulano", che si dice pronto a impugnare se non dovessero essere ascoltate le ragioni dei veneti e lo stesso non fosse ritirato.
Pare quindi che il presidente della Regione Veneto non abbia "digerito" la decisione di aver inserito nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali il Tiramisù nelle due versioni storicamente originarie del Fvg: quella carnica, conosciuta come "Tiramisù" o "Tirimi sù", un trancio al mascarpone le cui origini vanno ricercate nella Tolmezzo degli anni '50 all'albergo ristorante "Roma", e quella bisiacca, semifreddo in coppa noto come "Coppa Vetturino Tìrime Su", servita sempre negli anni '50 alla trattoria al Vetturino di Pieris.

Come riferito da Udine Today, con un lungo post sul suo profilo Facebook Zaia promette battaglia: «Non esiste che nella politica di protezione dei prodotti - ce lo insegnano i grandi marchi come Igp o Dop - si dia una risposta monocratica e unilaterale a un singolo che chiede una protezione. O meglio, non mi sorprende che il Friuli Venezia Giulia faccia una richiesta. La avanzi pure e il ministro la recepisca con tutto quello che può sostenere il Friuli Venezia Giulia, ma un ministro ha il dovere di sentire i territori per sapere se qualcun altro ha interessi su questo prodotto. Firmando questo decreto e attribuendo al Friuli Venezia Giulia questo primo segnale di riconoscimento, si afferma in sostanza che non conta che cinque milioni di veneti siano riconosciuti - soprattutto Treviso - per avere come prodotto tipico il tiramisù, che da noi si mangia veramente dappertutto; che non conta avere un'industria che si è sviluppata intorno a questo prodotto; che non conta avere, oltretutto, una tradizione che ne sancisce una storicità con l'origine e tutto il resto. Io mi chiedo a cosa serve questa guerra tra poveri. Invito quindi il ministro a sospendere il decreto e a indire una audizione nella quale i veneti diranno le loro ragioni»


«Sarebbe come - ha concluso Zaia -se noi veneti andassimo a chiedere la protezione del marchio della "gubana" e nessuno si peritasse di sentire i friulani»

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