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Rischio idraulico ai Portici di Chiozza, il Settefontane sotto la lente per i prossimi 10 anni

Una delibera comunale prevede un Accordo di Programma a quattro (Regione, Comune, Ausir e Autorità Portuale) per monitorare il bacino del torrente e del suo corso sotterraneo dove si formano allagamenti e depositi

Il bacino idrografico del torrente Klutsch/Settefontane dovrà essere monitorato nei prossimi 10 anni in ragione di un sempre più probabile rischio idraulico causato dai fenomeni di allagamento e di deposito sotterraneo. A dirlo è una delibera comunale che fissa i termini per la firma di un Accordo di Programma tra Comune, Regione, Autorità Portuale ed Ausir rivolto alla non più differibile necessità di analisi e valutazione delle criticità relative al maggior corso d’acqua triestino e che dovrebbe prevedere un investimento di risorse regionali pari a due milioni di euro.

Il ruolo del Comitato Tecnico di Coordinamento

Un lavoro da fare “quanto prima” e al quale parteciperà anche un Comitato Tecnico di Coordinamento. A causa della mancanza di “competenze e risorse necessarie a fronteggiare autonomamente le potenziali criticità del sistema idrografico nel suo complesso”, l’operazione punta quindi a riunire più soggetti nell’individuazione delle possibili soluzioni. Nel dettaglio, ciò che non può più essere rimandato è “l’analisi e l’eventuale asporto dei potenziali depositi” che tuttavia si formano non solo nei torrenti più importanti, bensì anche lungo l’alveo di altri torrenti come il Romagna, Brandesia, Marchesetti, San Pelagio, Timignano e Scorcola.

Lo studio: da dove partire

Inserita all’interno della Carta Geomorfologica e dell’Idrografia Superficiale, al Piano Comunale di Protezione Civile (ultimo aggiornamento un po’ datato visto che è del novembre 2011 ndr) e all’ulteriore Piano relativo all’Ambito Orientale Triestino, l’operazione partirà dall’esame di uno studio sulle criticità dei torrenti redatto due anni fa dallo studio Artema di piazza Carlo Alberto.

Il testo

“È necessario procedere con la mappatura della pericolosità e del rischio idraulico – si legge – e con la realizzazione di studi, ricerche, rilievi, misurazioni, modellazione e ogni altra attività scientifica finalizzata alla conoscenza del regime idrologico, della rete idrografica e del trasporto solido dei corsi d’acqua”. Il CTC, sulla base della delibera e secondo quanto definito dall’Accordo di Programma, dovrà “definire ed aggiornare annualmente il quadro economico degli interventi (strutturali – non strutturali) e redigere, con cadenza almeno annuale, uno stato di avanzamento del Piano”. Al momento non si conosce l’identità di chi farà parte del Comitato, né se in alcune aree il rischio sia maggiore che in altre.

I soggetti coinvolti

Se a mettere i soldi ci penserà la Regione e ad osservare da vicino i lavori sarà il Comune di Trieste, la presenza dell’Autorità Portuale è motivata dal fatto che il materiale di deposito finisce per essere riversato a mare dall’azione della corrente torrentizia e, come da documento, sedimentandosi “può generare un potenziale pregiudizio alle normali attività portuali in prossimità dell’attracco delle navi e ostacolare il deflusso delle acque allo sbocco”.

Il tratto dei Portici di Chiozza

Nonostante la durata decennale dell’Accordo, sembrerebbe che il lavoro debba essere fatto quanto prima. Uno dei punti che necessitano di maggiore attenzione è l'interesezione dei torrenti Klutsch (Settefontane) e del Farneto (vecchio nome Starebrech), nei pressi dei Portici di Chiozza dove via Carducci incrocia via Battisti. L'area va tenuta d'occhio in maniera particolare anche e soprattutto per non dover intervenire nuovamente come accadde tempo fa nella zona tra via Milano e via Carducci. 

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