Tram di Opicina, finalmente c'è l'ok per l'inizio dei lavori

I lavori per la ripartenza della storica linea tramviaria dovrebbero partire nei prossimi mesi e si concentreranno su tre punti critici della linea. I tre milioni di Euro della Regione FVG verranno spalmati sul triennio 2019-2020-2021. I binari e le traversine verranno sostituiti. Nessuna data sulla riapertura

I bei tempi in cui funzionava

Il futuro del tram di Opicina è sbarcato in IV Commissione del Comune di Trieste questa mattina. La Commissione, presieduta dal consigliere di Forza Italia Michele Babuder, ha visto la presenza dell'architetto comunale Marina Cassin e dell'Assessore ai Lavori Pubblici Elisa Lodi. "Gli importanti finanziamenti che giungono dalla Regione e dal Comune - ha affermato la Lodi - ci permetteranno l'acquisto della fornitura dei binari e delle traversine nuove che dovevano essere realizzate ad hoc per la linea". Il futuro del tram tanto amato dai triestini e dai moltissimi visitatori che da qualche anno "invadono" Trieste passa attraverso alcuni lavori che sono stati definiti "indispensabili".  

Marina Cassin ha affermato che "si è individuato, assieme al Ministero, un piano triennale per le opere indispensabili per poter riaprire la linea. La riapertura è sempre soggetta all'approvazione e alla visita per la messa in esercizio da parte dell'Ustif (Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi ndr). Sulla base di questo programma si è fatto il progetto sulla linea, e una cosa che non era mai stata fatta dal Comune, vale a dire il rilievo di tutti i chilometri della linea tramviaria. È un progetto importante che vede - ha continuato l'architetto - come suo corolllario altri progetti che porteranno al rinnovo di tutta la linea elettrica". 

Il progetto 

"Dal progetto - sempre la Cassin - erano emerse tre criticità che gli organi di controllo chiedevano venissero superate. Per come sono le procedure, ogni progetto deve essere approvato preventivamente e poi, con un parere favorevole, viene realizzato. Il progetto per la riqualificazione completa della linea è andato agli organi di controllo ancora tanti mesi fa" ha affermato la Cassin. "Gli stessi avevano stabilito che la competenza su quel progetto era del Ministero delle Infrastrutture". Il Ministero, a sua volta, si avvale del supporto di un comitato tecnico per la sicurezza delle linee di trasporto pubblico. La riunione tra i vari soggetti si è tenuta a Roma il 27 settembre scorso. 

La complessità dei due appalti 

In quella riunione "sono state affrontate tante tematiche - ha continuato Cassin - e nella sostanza il parere è favorevole e ci consente di procedere con due appalti che nel frattempo abbiamo approntato e che sono di una certa complessità". Il primo riguarda "le traversine che sono in cemento armato, per le quali abbiamo ricevuto l'ok dalla Soprintendenza. Dall'altra parte, decisamente più complesso, c'è la fornitura dei binari" ha dichiarato l'architetto. 

Il finanziamento di tre milioni dalla Regione 

"Con le somme che abbiamo a disposizione dal Comune e dalla Regione - che coprirà negli anni tutte le necessità di questa linea - riusciamo ad acquisire un numero di binari che copre tutta la lunghezza della linea, vale a dire oltre quattro chilometri. Questo per far sì che subito interveniamo sulle tre criticità, che sono in corrispondenza di tre curve. Si è pensato di intervenire prima su queste per poi pensare al rinnovo totale della linea". Il finanziamento pari a tre milioni era stato stanziato per il triennio 2018-2019-2020. "Visto che quest'anno lo abbiamo perso aspettando pareri allora chiederamo di spostarlo sul 2019-2020-2021" ha dichiarato l'architetto del Comune di Trieste. 

Disabili e marciapiedi

"Le osservazioni che ci sono pervenute - ha continuato la Cassin - sono relative alle fermate e in particolare ai marciapiedi delle fermate perché ci è stata chiesta la possibilità di ampliarli per poter supportare la mobilità dei portatori di handicap anche se, in realtà, il comitato si è reso conto che nelle carrozze certi portatori di handicap non possono entrare. Le carrozze sono bene culturale vincolato". Durante la Commissione non è stato chiarito quali portatori di handicap potrebbero entrare e quali no. "La fornitura, a causa dell'iter, ci mette alcuni mesi ad essere pronta consegnata. Questo ci consente di sviluppare le verifiche che ci sono state chieste. Fatto questo passaggio indispensabile per ripartire in sicurezza, dovremmo riottenere l'ok alla riapertura. Sono tre anni di lavori ma a linea funzionante".

Il Comune non aveva mai fatto il rilievo complessivo

L'opera è quindi molto complessa. "Il punto che avevamo stabilito è che la ripartenza potesse avvenire solamente dopo la messa in sicurezza delle tre criticità. Nel complesso tutto il lavoro fatto, visto che il Comune non aveva il rilievo complessivo, fa sì che possano essere messi in cantiere altri lavori che porteranno ad avere una linea moderna,  dal momento in cui ci arrivano i binari e le traversine e dopo che avremo fatto la gara per individuare la ditta che le poserà". I tempi di produzione dei binari si aggirerebbero su alcuni mesi. Tutti i lavori tuttavia sottostanno alle visite dell'USTIF. Il ritardo è dovuto anche dal fatto che il parere avrebbe dovuto emergere dalla riunione di luglio dove il numero legale della riunione non è stato raggiunto. "A quest'ora - ha affermato la Cassin - avremmo fatto già le gare di appalto". 

Oltre il danno anche la beffa

In ultimo, sul futuro del tram di Opicina si posa un'interlocutoria del consigliere della Lega Sain. "La sostituzione delle traversine e dei binari dell'intera linea sono state autorizzate dal Ministero perché usurate o in presenza dei fondi regionali si coglie la palla al balzo e si sostituisce tutto?" questa la domanda. "La sostituzione dell'intera linea potra essere anche tra dieci anni - ha risposto la Cassin - anche per il fatto che non tutta la linea si presenta con un livello di usura tale come quella le criticità. L'incidente, da quanto dicono al momento gl atti giudiziari, non è stato causato dal livello di sicurezza" ha concluso l'architetto Cassin. La traduzione automatica del pensiero è la seguente: se l'incidente non si fosse mai verificato il tram avrebbe potuto continuare a circolare tranquillamente, senza dover mettere mano ai binari e alla loro sostituzione. Oltre il danno, anche la beffa.  

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