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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Il tram di Opicina non ripartirà da piazza Oberdan

Ancora non nota la data della ripartenza che sarà, in via provvisoria, da piazza Dalmazia oppure da piazza Casali. Continua l’iter per far ripartire i lavori in tre punti critici della linea, al momento si attende la scrittura di nuove linee guida. Sdegno delle opposizioni in consiglio Comunale

TRIESTE - L’agognata ripartenza del tram di Opicina verso l’altipiano, quando avverrà, non sarà da piazza Oberdan ma da piazza Dalmazia o da piazza Casali. Una soluzione temporanea a fronte di alcuni lavori che saranno effettuati sulla stazione dello storico capolinea e sul tratto immediatamente successivo e che richiederanno tempi più estesi rispetto a quelli necessari per far ripartire il tram. Al termine degli ultimi interventi il convoglio ripartirà da dove sono salite generazioni e generazioni di triestini, ossia da piazza Oberdan, ma le tempistiche non sono ancora note, così come quelle della ripartenza “provvisoria”. E’ emerso stamattina in IV commissione consiliare, alla presenza dell’assessore Elisa Lodi, del responsabile della struttura territorio, economia e ambiente del Comune Giulio Bernetti e del dirigente Luigi Fantini.

A che punto siamo

Gli esponenti dell’amministrazione comunale hanno ricapitolato lo stato dell’arte in merito ai lavori sulla linea ferma dal 2016, dopo un incidente. Attualmente è in corso un tavolo di lavoro con rappresentanti di Ansfisa (ex Ustif), Trieste Trasporti, Ferrovie dello Stato, Comune di Trieste e la Regione Fvg per ridefinire le linee guida di esercizio e manutenzione della linea poiché precedentemente il riferimento erano le stesse linee guida valide per la rete ferroviaria. Trattandosi di una tipologia di trasporto molto differente il regolamento, come richiesto dalla stessa Ansfisa, sarà ricalibrato in base alle esigenze di un tram storico. Solo allora potranno partire, su nuove regole e basi, i lavori che andranno a risistemare i tre tratti critici in cui l’Ansfisa ha rilevato delle difformità. Riguardo alle tempistiche, è stato detto dagli esponenti dell’amministrazione comunale, le nuove linee guida saranno pronte tra fine maggio e metà giugno, e i successivi lavori richiederanno, presumibilmente, almeno 30 - 45 giorni. Queste tempistiche, è stato precisato, non sono quelle della ripartenza, per la quale potrebbero essere necessari svariati altri interventi sulla linea, tra cui possibili aggiustamenti alle vetture da parte di Trieste Trasporti in base alle normative vigenti.

Lodi: "Il Comune vuole far ripartire il tram"

“E’ la prima volta che viene costituito un gruppo di lavoro per una linea tranviaria - ha dichiarato l’assessore Lodi -, tant’è che che poi sarà ad esempio per tanti altri casi similari”. L’esponente della giunta Dipiazza ha poi precisato che “Dall’amministrazione comunale la volontà è che al netto di tutte le problematiche che ha avuto l’appalto, cioè quella dei tre tratti critici, la volontà dell’amministrazione comunale è quella di far ripartire tram”.

I problemi riscontrati dall’Ansfisa riguardano tre punti su un tratto che va da Scorcola, dove inizia il tratto a fune, fino al deposito, e sono relativi a tre aspetti: scartamento (distanza tra due binari), sghembo (differenza di quota tra binario interno ed esterno) e sopraelevazione. “Differenze di millimetri, che hanno sforato la previsione progettuale della tolleranza ammissibile, riferita alle linee ferroviarie”, ha dichiarato l’ingegner Fantini, specificando che, anche qualora le nuove linee guida si rivelassero meno rigide di quelle finora in vigore, “sarà comunque necessario procedere ai lavori”.

L'attacco delle opposizioni

Forti le perplessità da parte dei consiglieri di opposizione (Pd, Punto Franco e Movimento 5 Stelle). La soluzione provvisoria per la ripartenza, secondo Alessandra Richetti (M5S) “dimostra, e conferma, l’incapacità di pianificazione dei lavori, o forse la precisa volontà politica di affossare il tram a vantaggio di altri progetti velleitari del nostro Sindaco”. “I lavori appaltati alla VitaleOne - continua Richetti - devono essere rifatti e questo dimostra che affidare i lavori (appalto al ribasso…) ad una azienda che non ha le competenze per “risistemare” la tramvia è un’azione che rasenta il dolo. E poi, la scelta di questa Giunta di non rivalersi sull’appaltatore per l’inadeguatezza dei lavori, trincerandosi dietro alle (legittime) richieste di Ansfisia, è un atto che io ritengo indecente”.

Così affermano in una nota congiunta Giovanni Barbo, Rosanna Pucci e Luca Salvati, consiglieri comunali del Pd: "Appare assurdo e ingiustificabile che una Giunta che si riempie la bocca di turismo in 8 anni non abbia saputo riattivare uno dei simboli della nostra città, per il quale ha speso quasi 3 milioni di soldi pubblici senza ancora produrre il risultato”. “Oggi l'assessore Lodi ha dichiarato di aver chiesto un incontro ad Ansfisa - continuano i dem -, ma che questo incontro è stato rifiutato. Ricordiamo che nel giugno del 2018, il medesimo soggetto era stato oggetto di pesanti attacchi dal Sindaco Dipiazza, che aveva attaccato l'allora USTIF e il dirigente del Ministero dei Trasporti per richieste che aveva definito assurde. Come sempre, quando fa comodo le colpe sono scaricate sull'organo tecnico, salvo poi sorprendersi quando l'organo tecnico chiede di mantenere distinti i piani”.

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