Trasporto pubblico: con Coronavirus -80% di passeggeri, con fase 2 lenta ripresa

Aniello Semplice, ad del nuovo gestore unico Tpl Fvg Scarl, spiega che "dal 18 maggio a Trieste i passeggeri sono in media il 30% - 40% rispetto al periodo pre - Covid. In regione prevediamo una perdita di 25 milioni entro il 2020".

Dopo un crollo dell'80% durante il lockdown, dalla fase 2 gli afflussi dei passeggeri negli autobus sono in leggera ma progressiva crescita. “A Trieste, nel momento più basso del periodo pre Covid sono stati contati 150mila passeggeri al giorno – dichiara l'ad del nuovo gestore unico Tpl Fvg Scarl -, durante la fase 1 si è arrivati a 22mila. Dopo il 18 maggio la media è salita a 50mila passeggeri al giorno, con picchi da 56mila. È cresciuto, tuttavia, il tasso di evasione”. Semplice ha poi precisato che “rispetto a un abbattimento dei numeri che era arrivato all'80% durante il lockdown, oggi i passeggeri sono al 30-40% rispetto al periodo pre covid”.

I dati sono stati diffusi in mattinata durante una conferenza stampa alla presenza dell'assessore regionale alle infrastrutture Graziano Pizzimenti, in cui è stato presentato il nuovo gestore unico del trasporto pubblico locale regionale Scarl, che riunisce in consorzio le quattro società di trasporto locale (Trieste Trasporti, Saf, Atap e Apt). In questa occasione Semplice ha diffuso altri dati sulle perdite del settore trasporti a causa delle misure di contenimento del Coronavirus: “In Italia il fabbisogno legato alle perdite registrate è di 1,2 – 1,3 miliardi, a cui si devono aggiungere le quote degli abbonamenti prolungati con il  decreto rilancio. Al momento il fondo nazionale stanziato dal Governo è di 500milioni. Da qui alla fine dell'anno, in Fvg prevediamo una perdita di 20 – 25 milioni complessivi e dal fondo nazionale ci arriveranno appena 4 o 5 milioni”.

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A questo proposito Pizzimenti è intervenuto dichiarando  che “Tutte le regioni hanno inviato una lettera congiunta al ministro, spiegando  che 500 milioni (esclusa la quota per il prolungamento degli abbonamenti) non sono niente rispetto al fabbisogno. Inizialmente erano previsti 800 milioni. La Regione, da sola, non riuscirà mai a coprire la cifra persa dalla società. Stiamo facendo pressione sul ministero per chiedere maggiori aiuti”. In conclusione, Semplice ha comunque voluto insistere sulla “solidità dell'azienda”, spiegando che “non ci sono posti di lavoro a rischio”.

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