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Evasione per 1,2 milioni: tre aziende a Trieste "sfruttate" dalla banda del gasolio

Tra gli 83 denunciati, uno a Monfalcone. Per giustificare il loro transito, i malviventi hanno fornito i nomi di tre aziende locali, del tutto inconsapevoli, che hanno poi sporto denuncia. La GDF di Gorizia: "Fenomeno in aumento, e una minaccia per la sicurezza stradale"

I contrabbandieri di gasolio usano il nome di tre aziende triestine per giustificare il loro transito illegale: parliamo dell'operazione “Traffic 2”, portata a termine dalla Guardia di finanza di Gorizia e riguardante un traffico illecito di gasolio, che dall'est Europa confluiva in Italia nella più totale evasione fiscale. Tra le 83 persone denunciate figura anche un residente a Monfalcone. Nel giro di contrabbandieri e complici a vario titolo non figura nessun domiciliato a Trieste, ma tre aziende ubicate nel capoluogo giuliano (e provincia) sono state sfruttate a loro insaputa dai malviventi.

"Sfruttato" il nome di tre aziende triestine

In particolare, i loro nomi sono stati utilizzati dai contrabbandieri per simulare acquisti destinati al mercato nero, e per questo motivo le aziende hanno sporto regolare denuncia. In uno specifico caso, rende noto la GDF di Gorizia, un mezzo è stato fermato al Lisert e l'autista ha dichiarato di arrivare da Roma per consegnare il carico a una delle suddette aziende, e di essere di ritorno nella capitale dopo che non era stato possibile effettuare la consegna. La pattuglia della GDF non ha ovviamente creduto alla versione dell'autista, e dopo averlo portato in caserma hanno avviato tutte le verifiche del caso per scoprire che in realtà arrivava dalla Slovenia e portava gasolio di contrabbando. 

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Non solo malavita "di passaggio"

Si tratta di un fenomeno di passaggio in regione, ma frequente e con importanti ricadute sul territorio poiché i traffici illeciti diretti in tutta Italia e provenienti dall'Est Europa devono passare giocoforza per Trieste, Gorizia o Udine. Questo richiede una certa conoscenza del territorio per stabilire gli orari e i luoghi meno soggetti al presidio delle forze dell'ordine, motivo che spesso porta i contrabbandieri a soggiornare in regione per un periodo e acquisire così le informazioni utili a evitare pattuglie di controllo. 

"Una cisterna, 28 mila euro" 

Per quanto riguarda i guadagni derivati da questo tipo di attività illecita, la Guardia di Finanza stima che una sola autocisterna può trasportare al suo interno materiale destinato a fruttare poco meno di 30 mila euro. Da 36mila litri di gasolio introdotti in Italia di contrabbando (la capienza delle autocisterne che hanno cercato di oltrepassare i controlli nominando le aziende citate), il guadagno netto sarebbe di circa 28mila euro. Questo, calcolando che l'accisa risparmiata per quel quantitativo equivale a più di 22mila euro e il guadagno netto a quasi 6000 euro.

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Rischi per la sicurezza

Le Fiamme gialle di Gorizia rilevano inoltre un "sensibile aumento di questi fenomeni nell'ultimo periodo" e, visti i lavori autostradali in corso, il rischio di ripercussioni sulla viabilità e la sicurezza del traffico veicolare è sempre più concreto. Trasportando illegalmente liquidi altamente infiammabili, il reato commesso rischia infatti di avere ripercussioni tragiche sul traffico veicolare. L'aumento segnalato dai militari si riferisce anche ad altre tipologie di traffici illeciti, come bevande alcoliche, prodotti contraffatti e stupefacenti, un fenomeno che non sempre è passeggero ma che, come anticipato, sarebbe destinato a portare in regione anche forme di criminalità più stanziali.

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