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Il Giorno del Ricordo / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Piazza della Libertà, 11

Inaugurato il Treno del Ricordo, viaggerà in tutta l’Italia sulle orme degli esuli

Presenti anche la premier Giorgia Meloni e quattro ministri tra cui Andrea Abodi: “Ciò che è stato detto oggi da tutti voi e dal presidente del Consiglio resterà nei libri di storia”

TRIESTE - Un convoglio storico in memoria dell’esodo Giuliano Dalmata, che ripercorrerà il viaggio degli esuli verso i campi profughi Italiani e porterà in 12 città italiane, da Trieste a Taranto, un allestimento museale multimediale. È il Treno del Ricordo, presentato oggi nella stazione centrale di Trieste dopo la cerimonia del Giorno del Ricordo alla foiba di Basovizza. Presente in entrambe le occasioni la premier Giorgia Meloni, oggi a Trieste insieme ai ministri Antonio Tajani (esteri), Gennaro Sangiuliano (cultura), Andrea Abodi (giovani e sport), Luca Ciriani (rapporti con il parlamento) e Giuseppe Valditara (istruzione). L’iniziativa è stata promossa dai Ministero per lo sport e i giovani e dal Ministero della cultura, con un importante investimento da parte del Governo (circa mezzo milione di euro, come riportato da Repubblica).

IL VIDEO

L'esposizione

L’esposizione è suddivisa in quattro sezioni: Italianità, Esodo, Viaggio del dolore e Ricordi di una vita, e all'interno saranno proiettati filmati di repertorio provenienti dall’Archivio Istituto Luce e da Rai Teche oltre a video originali, fotografie e masserizie fornite dall'Istituto Regionale per la Cultura Istriana-Fiumana-Dalmata (IRCI). Il Treno del Ricordo sarà visitabile per tutta la giornata di oggi, poi partirà dalla stazione di Trieste l'11 febbraio e proseguirà a Venezia (12 febbraio), Milano (13 febbraio), Torino (14 febbraio), Genova (15 febbraio); Ancona (17 febbraio), Bologna (18 febbraio), Parma (19 febbraio), La Spezia (20 febbraio), Firenze (22 febbraio), Roma (24 febbraio), Napoli (25 febbraio), per poi concludere il viaggio il 27 febbraio nella stazione di Taranto.

Gli interventi

"Mai come oggi mi sono emozionato" ha dichiarato il sindaco Dipiazza visibilmente commosso, spiegando che  "il treno parlerà dei drammi di queste terre, abbiamo vissuto due guerre in 30 anni, qualcosa di terribile. E pensare che, quando sono arrivato qui, nel 2001, c'era una situazione veramente difficile, non si doveva parlare delle oltre 350mila persone che hanno dovuto abbandonare le loro case”.

Ha poi preso la parola la presidente delle Ferrovie dello Stato Nicoletta Giadrossi: “Questo treno ripercorre il viaggio degli esuli, che hanno lasciato le loro terre per venire in Italia, in viaggio verso i centri profughi che erano presenti in tutto il paese”, una vicenda “Per lungo tempo non presente nei libri di storia, è stata una storia sussurrata nelle famiglie degli esuli e tramandate dalle bocche degli anziani, ma non aveva un suo ruolo nella storia in Italia. una storia che è stata sussurrata anche nella mia famiglia". "Queste persone portavano la loro italianità nel cuore, per loro era più importante di tutto quello che si sono lasciati dietro: i beni, le case, la loro vita di prima. Per la loro italianità hanno lasciato tutto questo, ciò ci deve far riflettere sulla fortuna che abbiamo di essere parte di questo paese".

Il presidente Fedriga si è riferito alle vicende del confine orientale come a “una storia segreta e relegata per tanti anni a una piccola parte del paese” ma che “ riguarda tutto il paese e ha contribuito a costruirlo. Anche grazie a questo nuovo racconto di verità che possiamo consegnare alle giovani generazioni, forse troviamo un senso per il sangue che ha intriso questa terra, il senso dell'orgoglio per quel sangue che è servito non a nulla, ma a costruire quell'Italia democratica che oggi abbiamo la possibilità di vivere e di poter costrire per il futuro".

“Devo ammettere una tempesta di emozioni - ha dichiarato il ministro Abodi - e un po’ di pudore a limitare le mie parole, perché ciò che è stato detto oggi da tutti voi e dal presidente del Consiglio, secondo me resterà nei libri di storia ed è una bussola valoriale che porteremo non solo per ricordare ma per indirizzare i nostri comportamenti e le nostre giornate quotidiane ben oltre ciò che abbiamo presentato oggi".

"Questo è un treno speciale, un treno storico che non trasporta persone ma emozioni, ricordi, voci e immagini e i simboli. Li trasporta attraverso l'Italia attraversandola con una dolorosa ma evidente eccezione, la Sardegna e la  Sicilia, dove comunità istriane comunque si sono insediate e hanno ricominciato a vivere ripartendo da zero, ovunque con la stessa dignità". Dopo l'esecuzione dell'Inno di Mameli e una visita privata da parte delle autorità, il convoglio è stato aperto al pubblico e lo sarà per tutta la giornata di oggi, fino alla partenza di domani.

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