Strappo tra Comune e ANPI sul 25 aprile in Risiera

Il presidente della sezione triestina, Fabio Vallon: "Abbiamo deciso di organizzare un'altra manifestazione per riunire chi ha veramente a cuore i valori fondanti della nostra Repubblica". Corteo alle 10.30 dal Grezar e conclusione in Risiera. Cerimonia istituzionale alle 11

Immagine della cerimonia del 2018

Lo strappo tra il Comune e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Trieste riguardante la cerimonia del 25 aprile in Risiera di San Sabba avrà come conseguenza l’organizzazione di due eventi distinti. Il primo, quello istituzionale, inizierà alle 11 all’interno del cortile dell’unico campo di concentramento su suolo italiano. Il secondo, che assumerà la forma di un corteo antifascista, vedrà la sua partenza alle 10.30 dal piazzale antistante lo stadio Grezar e si concluderà in Risiera, verosimilmente poco dopo le 12.

"La Liberazione non viene considerata"

“Abbiamo deciso di fare un’altra manifestazione non a cuor leggero” ha introdotto questa mattina il presidente dell’ANPI di Trieste, Fabio Vallon che in una conferenza stampa ha spiegato le ragioni dello “strappo”. “Da diversi anni qui da noi succede una cosa molto strana. Trieste è l’unico capoluogo di regione laddove la parola di quella che è stata la lotta di Liberazione non viene considerata”.

Le polemiche dell'anno scorso

Recentemente la Risiera era stata “teatro” di una polemica rovente tra le istituzioni e la militanza antifascista triestina. “Lo scorso 27 gennaio durante l’intervento istituzionale non si è mai parlato di fascismo, di Resistenza e di antifascismo, il sindaco che va ad abbracciare Fiore di Forza Nuova e il “prendere o lasciare” del Comune sul programma del 25 aprile ci ha fatto propendere per questa decisione” ha continuato Vallon. Secondo Vallon “l’anno scorso ci avevano detto che non si poteva far parlare lo storico Marcello Flores a causa della campagna elettorale”. “Quest’anno invece, all’inizio di marzo ci siamo trovati con il Comune e abbiamo trovato il programma già fatto. Qualsiasi nostra presa di posizione sembra essere inutile, quindi parimenti non serve neanche la nostra presenza in quella riunione”.

Lo strappo si può ancora ricucire

Per Vallon la manifestazione “non deve essere una cosa divisiva. Auspichiamo infatti che a qualche giorno di distanza dalla cerimonia lo strappo si possa ricomporre. L’intento della manifestazione è quello di riunire chi ha veramente a cuore i valori fondanti della nostra Repubblica, e non è un’occasione marginale o un derby tra comunisti e fascisti, come ha sostenuto Salvini”.

Il corteo: partenza dal Grezar e arrivo in Risiera

Il corteo partirà alle 10.30 e in testa ci sarà uno striscione recante la scritta “viva la Resistenza italiana e slovena”. La manifestazione si concluderà per l’appunto nel cortile della Risiera dove, quando le istituzioni avranno terminato i loro interventi, parlerà il vicepresidente dell’ANPI nazionale, Emilio Ricci. “Vogliamo dare un segnale anche in relazione al prossimo anno quando si terranno le celebrazioni per il 75esimo Anniversario della Liberazione” ha concluso Vallon.  “Non possiamo fare finta di niente e lasciare che i valori fondanti della Resistenza vengano sempre di più isolati e ideologie neofasciste vengano legittimate”.

Il coro partigiano intitolato alla memoria di Pinko Tomažić terrà il tradizionale concerto alla fine della cerimonia. 

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