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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Trieste, a rischio soppressione la Polizia di frontiera, la Polizia Postale e le squadre nautiche di Trieste

17.31 - Il Segretario Generale Regionale del Fvg del COISP Dragotto: «Costretti a sentire la patetica rassicurazione del politico di turno che tutto quello che vediamo e sentiamo, secondo lui, non è così drammatico»

«Nel mese di febbraio 2014, il Dipartimento della P.S. aveva presentato alle organizzazioni sindacali uno studio per la revisione degli Uffici della Polizia di Stato in ambito nazionale, mediante la razionalizzazione dei presidi delle quattro specialità, Stradale, Ferroviaria, Postale e Frontiera, nonché la soppressione totale delle Squadre Nautiche, di alcune squadre degli artificieri, cinofili ed a cavallo, nonché la chiusura di alcuni Commissariati ed istituti di formazione. Durante gli incontri avvenuti negli ultimi giorni presso il Dipartimento della P.S, abbiamo appreso che nella regione F.V.G. sarebbe confermata la volontà di sopprimere i Settori di Polizia di Frontiera di Gorizia e Trieste, i posti di Polizia Ferroviaria di Casarsa, Cervignano, Gemona del Friuli, Tarvisio e la sottosezione di Villa Opicina (TS), nonché tutte le Sezioni della Polizia Postale tranne Trieste».

«Per quanto riguarda la provincia di Trieste - afferma il Segretario Generale Regionale del Fvg del COISP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia), Domenico Dragotto - verrebbe chiuso il Settore di Frontiera terrestre, facendo confluire le relative tre sottosezioni della Polizia di Frontiera presenti a Rabuiese, Fernetti ed Opicina alle dipendenze della Questura di Trieste, lasciandovi solo una “congrua” aliquota. Evidentemente, il fatto che questa organizzazione di Polizia di Frontiera abbia garantito negli anni un livello di sicurezza ai cittadini di altissimo livello, con centinaia di arresti e denunce all’Autorità giudiziaria di persone in stato di libertà, nonché il rintraccio di migliaia di clandestini, non sembra essere così importante per il Governo ed in particolare per il Ministero dell’Interno, tanto da voler sacrificare sull’altare della razionalizzazione degli uffici efficienti ed efficaci, con motivazioni del tutto pretestuose, così da poter “vendere” all’opinione pubblica l’attuazione della riforma della pubblica amministrazione».

«Per non parlare - continua Dragotto - della volontà di chiudere anche le Squadre Nautiche della Polizia di Stato di Trieste e Duino Aurisina, impiegando qualche componente “part-time”, nel solo periodo estivo, a navigare con le moto d’acqua nella vicinanza della costa, unici mezzi nautici che resterebbero a disposizione, solo perché, ormai, improvvidamente acquistati ed in corso di distribuzione ai reparti nautici per gli anni 2015-2016 dimostrando, ancora una volta, dove effettivamente vengono prodotti gli sprechi. Una città come Trieste che con il mare e dal mare trae la linfa vitale della sua ragione d’esistere, da cui molte persone attingono la fonte del loro reddito, si svagano navigando o facendo semplicemente il bagno, appare oltremodo assurdo, dopo aver tolto anche l’apporto delle motovedette dell’arma dei Carabinieri, eliminare anche le motovedette della Polizia di Stato, come se in mare non servisse più effettuare alcun soccorso o non si perpetrasse più alcun reato, facendo così mancare la presenza dell’Autorità di Pubblica Sicurezza nel Golfo di Trieste».

«Certo, l’opera del COISP e degli altri sindacati di Polizia ha consentito, per il momento, di accantonare l’indecente proposta di chiusura dei Commissariati di P.S. di Duino Aurisina e di Tolmezzo, ma sarà nostro compito vigilare che qualcuno, un domani, non si “svegli” nuovamente e riproponga queste sciagurate ipotesi di soppressione, tra cui quella della Scuola Allievi Agenti di Trieste che assicura lustro alla città ed un elevato standard di formazione alle nuove forze della Polizia di Stato ed anche alle polizie locali della regione. Oggi - conclude Dragotto - è necessario affermare con decisione la nostra assoluta contrarietà alle paventate chiusure, in ragione anche dell’incontrovertibile esponenziale aumento dei reati, dovuti sia alla crisi economica che alla possibilità di un sempre più incontrollato afflusso di persone dall’est Europa. Non è certo questo il momento di ridurre l’attività di prevenzione e la possibilità di intervento della Polizia di Stato, perché dobbiamo ricordarci che tutti vogliamo vivere sempre sereni nella nostra abitazione e che vorremmo che i nostri figli possano uscire con tranquillità per strada, frequentare le stazioni ferroviarie e navigare nel web, senza avere il timore che le nostre città si trasformino, piano piano, come già accade purtroppo in altre regioni, in luoghi in cui è ormai difficile vivere, costretti a sentire la patetica rassicurazione del politico di turno che tutto quello che vediamo e sentiamo, secondo lui, non sia così drammatico». 

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