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Trieste capitale della scienza, Crepaldi: «La Chiesa accoglie progresso scientifico e multiculturalità»

«Esof 2020 porterà allo sviluppo tanto atteso del Porto vecchio e di altri progetti necessari al nostro territorio, crocevia di popoli e di speranze»

«È con particolare gioia e soddisfazione che la Chiesa di Trieste ha accolto la notizia della nomina di Trieste a capitale della scienza 2020». Lo dichiara l'arcivescovo monsignor Giampaolo Crepaldi in occasione della nomina di Trieste capitale della scienza 2017: «Essa plaude per l’importante riconoscimento internazionale, che va soprattutto al modello Trieste, città multiculturale e multireligiosa, che ospita oltre trenta centri di eccellenza scientifica che proprio qui hanno voluto insediarsi. Trieste è città che getta ponti tra est e ovest, patria di quel dialogo al quale San Giovanni Paolo II ha esortato nella sua visita pastorale nel 1992».

«Qui convivono pacificamente civiltà diverse - prosegue Crepaldi - qui confinano popoli che hanno una precisa identità nazionale e vivono, anzi convivono, in rispettosa e pacifica cooperazione. Qui, dove viene a chiudersi nel magnifico Golfo il mare Adriatico, che non separa ma congiunge la penisola italiana, santificata dall’evangelizzazione e dal martirio degli Apostoli Pietro e Paolo e la penisola Balcanica nella quale fiorì la santità sapiente dei fratelli Cirillo e Metodio».

Crepaldi cita quindi papa Benedetto XVI che «alla Pontificia Accademia delle Scienze nel 2010 rinnovò "la stima della Chiesa per la costante ricerca scientifica e la sua gratitudine per lo sforzo scientifico che incoraggia e di cui beneficia", la Chiesa di Trieste si impegna a fare la sua parte per contribuire al pieno successo del prestigioso traguardo, forte delle indicazioni in merito date dal suo Quinto Sinodo Diocesano».

L'arcivescovo cita quindi San Giovanni Paolo II: «non sussistono, in questo senso, motivi di divergenza fra ciò che il mondo del sapere accademico e scientifico, da un lato, e la Chiesa, dall’altro, possono e debbono fare. I conflitti che a lungo divisero, e talora contrapposero alcuni versanti e settori delle scienze naturali ad altri del sapere teologico, appaiono oggi in gran parte superati. Mentre sembra entrata in crisi irreversibile, come dicevo nell’Università di Friburgo, “l’ideologia scientista che persiste nell’affermare l’autosufficienza del progetto scientifico, come se da se stesso potesse soddisfare tutte le domande essenziali che l’uomo si pone” (Insegnamenti, vol. VII/1, 1984, p. 1707), la Chiesa fa propria la bella dichiarazione di Galileo, secondo il quale procedono “di pari dal Verbo divino la Scrittura Santa e la natura, quella come dettatura dello Spirito Santo e questa come osservantissima esecutrice degli ordini di Dio” (Opere, ediz. naz., V, p. 282, r. 30-35): la scienza e la fede s’incontrano nel rispetto delle reciproche competenze, degli ambiti specifici».

«Non deve passare inosservato - conclude - che significativa è stata anche la modalità corale con la quale tutta la nostra Città si è mossa per questa candidatura, con il prezioso sostegno della Regione, dell'Amministrazione comunale, del Governo e delle Nazioni vicine. Sia questo un modello per futuri sviluppi, per sempre più grandi sogni da realizzare: lavorare insieme sia la strada che ancora vogliamo continuare a percorrere. Esof 2020 segnerà certamente il coronamento di quello sviluppo tanto atteso del Porto vecchio e di altri progetti necessari al nostro territorio, sempre più chiamato ad essere crocevia di popoli e di speranze».

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