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La Questura di Trieste

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Il messaggio delle forze dell'ordine sulla giustizia "fai da te"

Abbiamo raccolto i commenti del Questore Isabella Fusiello, del Comandante Provinciale dei Carabinieri Daniel Melis e del Comandante della Polizia Locale Walter Milocchi, sul caso di aggressione avvenuto sulle strisce pedonali di via Milano qualche giorno fa

Uniti contro la giustizia fai da te. Questo il messaggio lanciato oggi dal Questore Isabella Fusiello, dal Comandante Provinciale dei Carabinieri Colonnello Daniel Melis e dal Comandante della Polizia Locale Walter Milocchi, in merito all'aggressione, da parte di un cittadino, della conducente di una macchina che aveva appena investito accidentalmente un pedone sulle strisce tra via Milano e via XXX Ottobre. 

La Polizia Locale 

"Il 98 percento delle persone si ferma a soccorrere dopo un incidente - afferma il Comandante Milocchi - ma in casi come questo dove si perpetra un atto di violenza gratuito, interviene la Polizia. Un atto in sostanza immotivato: non si trattava di un guidatore ubriaco e contromano, e in ogni caso non va fatta giustizia da sè perchè il sistema in atto funziona. In merito a chi su Facebook ha approfittato per parlare di “pochi vigili” il comandante risponde: c’è in atto un concorso apposito e all’inizio del prossimo anno dovremmo avere una ventina di operatori in più. In ogni caso, anche se non osiamo in tantissimi, al momento siamo perfettamente in grado di intervenire su tutti gli incidenti stradali". 

I commenti su facebook

Il Comando Provinciale dei Carabinieri

"Premetto - scrive nella nota il Colonnello Daniel Melis - che non posso fare alcun riferimento ai fatti accaduti in via XXX Ottobre/Via Milano, sui quali sarà la Magistratura a valutare la sussistenza di eventuali fattispecie di reato. In linea generale è bene ricordare che il nostro ordinamento rifiuta l’idea della giustizia fai-da-te. Nei casi più lievi si parla di esercizio arbitrario delle proprie ragioni fino ad arrivare alla commissione di reati che, molto spesso, sono addirittura più gravi di quello commesso inizialmente e che ha scatenato la vendetta o ritorsione. "Lo Stato di Diritto - continua il Comandante - si fonda proprio sul presupposto di una comunità che ha affidato a determinati organi il compito di procedere e valutare se e come gli interessi dei singoli vanno difesi e tutelati. Si tratta di un principio fondamentale della nostra civiltà democratica, che non consente al singolo cittadino il diritto di farsi giustizia da sé, anche quando l’interesse violato è importante. Cedere a quel sentimento di comprensione umana che, talvolta, porta quasi a giustificare gesti clamorosi di vendetta, significa aprire le porte all’anarchia, con il rischio di innescare pericolose spirali di violenza che sono alla base, ad esempio, delle faide tra famiglie che ancora insanguinano alcune zone del nostro Paese. Una società moderna, matura e democratica può e deve discutere come migliorare le sue leggi. Ma, nel frattempo, non vi può essere alcuna alternativa o deroga alla loro puntuale e rigorosa applicazione".

Questura

Questo il commento della dottoressa Isabella Fusiello, Questore di Trieste, sulla "giustizia fai da te". "È un comportamento estremamente pericoloso anche perché le forze di polizia sono pagate dallo Stato e dai cittadini per fare il proprio lavoro, ed è giusto che quando determinati atti o comportamenti sono particolarmente violenti oppure, nell'eventualità in cui il cittadino richiede il nostro intervento, noi interveniamo. Il cittadino - ha proseguito il Questore - deve semplicemente segnalare alle forze di polizia quello a cui sta assistendo, a meno che non ci sia la prosecuzione di un reato e si vuole impedire questa prosecuzione, in attesa che le forze di polizia intervengano sul posto, può semplicemente bloccare ma si tratta di reati di particolare gravità come il ladro, in caso di rapina, ma nel caso a me segnalato risulta essere eccessiva, se non addirittura un comportamento penalmente rilevante quello posto in essere dal cittadino".    

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