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Il piano Semerani va in pensione, il centro storico di Trieste cambia volto

Raggiunto l'accordo in giunta, ora il Piano particolareggiato relativo all'area più centrale della città dovrà essere approvato in Consiglio comunale. Possibilità di rivedere le quote piano dei palazzi. Opportunità di creare terrazze a vasca e molto altro

Il piano Semerani per il centro storico dopo 39 anni va in pensione. Le linee guida che limitavano fortemente le possibilità di modifiche strutturali degli interni della parte “vecchia” della città, verranno sostituite da un accordo approvato dalla giunta Dipiazza giovedì scorso che prevede un’opportunità di sviluppo non solo per i residenti, bensì anche per i titolari di esercizi pubblici come bar e ristoranti.

“Vogliamo dare prospettiva a questa città e per questo abbiamo deciso di fornire delle linee di indirizzo per la trasformabilità del patrimonio edilizio esistente” ha affermato l’assessore all’Urbanistica, Luisa Polli. Per realizzare tutto ciò naturalmente la politica ha bisogno di basarsi su dati precisi, che l’amministrazione comunale aveva già iniziato a raccogliere 10 anni fa. Ma di che cosa si tratta precisamente?

“Desideriamo concedere la possibilità di realizzare piccole modifiche interne ai palazzi, come far installare un ascensore quando non c’è, modificare i solai e in generale riuscire a “giocare” sulle quote piano in modo da riuscire ad ottenere il recupero del sottotetto, cosa che con il piano precedente non era possibile” ha continuato la Polli.

I dettagli dell'operazione

In alcuni casi il sottotetto arriva fino a circa due metri e 70 di altezza, misura che necessita di una soluzione per rendere abitabili le cosiddette soffitte. “Capita spesso che i proprietari degli stabili si ritrovino con quattro piani abitabili mentre l’ultimo no. Con questa modifica del piano particolareggiato andiamo a incentivare i cittadini a modificare e a investire”. Non è un mistero che nel centro storico ci siano palazzi interamente abbandonati o che abbiano bisogno di una seria ristrutturazione. L’assessore leghista è convinta che questo nuovo accordo possa cambiare il volto di alcune zone della città. La modifica infatti potrà portare alla realizzazione “di terrazze a vasca, anche per la ristorazione stessa”.

Naturalmente l’amministrazione sa che il piano dovrà essere concordato con le categorie e, non ultimo, dovrà essere approvato in aula dal Consiglio comunale. La Polli ha anche aperto ad un incontro pubblico “magari per fine settembre per cercare di condividere il progetto con tutta la città” chiedendo anche la partecipazione del sindaco Dipiazza.

Nel novero dei passaggi obbligati anche il coinvolgimento della Soprintendenza che “dovrà esprimere il suo parere” ha concluso la Polli. Il Piano particolareggiato del centro storico cittadino infine comprenderà il Borgo Teresiano, il Borgo Giuseppino, il fronte mare (Porto Vecchio escluso), il colle di San Giusto, il viale XX settembre e la zona di Barriera. Saranno interessati dalla modifica all’incirca 1600 edifici.

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