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"Trieste città che legge" con il patto per la lettura

Il Comune e le istituzioni della città si uniscono per promuovere la cultura del leggere. Tra le finalità rientrano la promozione della lettura nelle carceri, negli ospedali, nelle case di riposo, per favorire la coesione sociale e il rapporto intergenerazionale

Un accordo tra amministrazione comunale, biblioteche, case editrici, librerie, autori, operatori culturali, scuole e università, imprese private, associazioni culturali e di volontariato e privati cittadini per promuovere la cultura del leggere a Trieste. Si tratta del “Patto di Trieste per la lettura”, firmato dal sindaco Roberto Dipiazza, alla presenza dell’assessore alla Cultura Giorgio Rossi e del Direttore del Servizio Musei e Biblioteche comunali Laura Carlini Fanfogna martedì 18 dicembre nella Sala Costantinides del Museo Sartorio di Largo Papa Giovanni XXIII.

Le madrine

La nascita del Patto è stata accompagnata dalle madrine Hélène e Sabina Stavro per Editoriale Scienza, Orietta Fatucci e Gaia Stock per “Edizioni EL” - “Emme Edizioni”- Einaudi Ragazzi e Joanna Dillner di Bohem Press in rappresentanza della numerose case editrici di qualità presenti sul territorio e dal padrino Giorgio Cescutti ideatore e proprietario di Libribelli che testimonierà le numerose iniziative che sperimentano in città nuovi modi di avvicinarsi alla lettura, nel caso di Libreibelli, basato sul dono e la condivisione.

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"Trieste città che legge"

Le istituzioni saranno le prime firmatarie del Patto per la Lettura seguite, in un’ottica partecipativa e inclusiva, da tutti coloro che amano il libro e la lettura e vogliono sostenerne la diffusione. Trieste, che aveva già conseguito dal Cepell – Centro per il Libro e la Lettura, istituto autonomo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – la qualifica di “Città del Libro” e di ‘Città che legge’ per il 2017-2018, è stata riconfermata per il 2018-2019. La “Città che legge” si impegna quindi a promuovere la lettura con continuità anche attraverso la stipula di un Patto locale per la lettura che preveda una stabile collaborazione tra tutti gli attori della filiera del libro e i promotori della lettura.

Altre finalità

Tra le finalità del documento rientrano anche la promozione della lettura nelle carceri, negli ospedali, nei presidi sanitari e nelle case di riposo, per favorire la coesione sociale, il rapporto intergenerazionale e il benessere individuale e sociale; la conoscenza dei luoghi della lettura e delle professioni del libro nelle periferie e in luoghi inconsueti (mercati, piazze, parchi…); la lettura digitale; il dialogo interculturale; il coinvolgimento delle aziende e del privato sociale in specifici progetti e la valorizzare di processi di welfare aziendale attivi in città.

Una comunità che apprezza la lettura

Con il Patto si intende coltivare l’entusiasmo e la volontà di incontrarsi di una comunità che apprezza la lettura. In questo senso Il Patto di Trieste per la lettura si pone in continuità con l'istituzione del Sistema Bibliotecario Giuliano e l'azione del progetto Biblioteca Diffusa che hanno potenziato il servizio bibliotecario pubblico già esistente portando la presenza dei libri e l'accesso ai servizi bibliotecari in maniera capillare nei quartieri e nei comuni del territorio circostante. L’attuazione del Patto sarà garantita attraverso un Tavolo di coordinamento, che si riunirà almeno tre volte l’anno per definire gli obiettivi di lavoro, verificare i risultati ottenuti e istituire tavoli tematici e intersettoriali.

Le adesioni al Patto rimangono aperte a tutti i soggetti che condividono il principio che la conoscenza sia un bene comune, che il libro e la lettura, siano strumenti insostituibili di accesso alla conoscenza e individuano nella lettura una risorsa strategica su cui investire e un valore sociale da sostenere attraverso un’azione coordinata e congiunta a livello locale. Per informazioni scrivere a pattoperlalettura@comune.trieste.it

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