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Il preoccupante fenomeno

In città un sequestro ogni 72 ore: la mappa triestina dei coltelli

Secondo i dati di questura, carabinieri e polizia locale che TriestePrima ha raccolto, dall'inizio dell'anno fino a metà maggio sono 46 i coltelli sequestrati, vale a dire uno ogni tre giorni. Nelle piazze Goldoni, Libertà e Garibaldi oltre il 50 per cento dei sequestri. I numeri, però, sono sottostimati. Un fenomeno che preoccupa l'opinione pubblica

TRIESTE - Ogni tre giorni le forze dell'ordine del capoluogo giuliano sequestrano un coltello, ma il numero è sicuramente sottostimato. I dati, che TriestePrima è in grado di pubblicare, sono quelli riferiti agli interventi effettuati dal personale della questura di Trieste, dai militari del Comando provinciale dei carabinieri e dagli agenti della polizia locale nell'anno in corso. Complessivamente, dal 1 gennaio a metà maggio, i coltelli finiti nelle mani delle forze dell'ordine sono 46. Ad essi vanno aggiunte anche cinque forbici (una sequestrata dalla polizia di Stato, quattro dai militari dell'Arma) e un taglierino.

Perché i dati sono sottostimati

Per quanto riguarda i dati in mano ai carabinieri, in tre casi non è stato possibile procedere al sequestro perché, nonostante il reato sia stato commesso, l'autore o è riuscito a scappare, oppure il coltello non è stato rinvenuto. L'assenza di sequestro è riferibile a situazioni particolari, eppure l'ipotesi di reato formulata dagli investigatori conduce in una precisa direzione. Nel caso dell'accoltellamento avvenuto in piazza Libertà qualche settimana fa, ad esempio, il coltello non è stato trovato. Eppure, durante la perquisizione domiciliare nei confronti di uno degli stranieri coinvolti erano stati trovati indumenti sporchi di sangue. 

La lista: un coltello ogni 72 ore

Nel dettaglio sono 23 i coltelli sequestrati dalla polizia di Stato, 12 quelli finiti sotto chiave nelle caserme dei carabinieri e 11 quelli posti sotto sequestro dalla locale. Numeri che parlano da soli e che disegnano una preoccupante mappa dei coltelli. Le zone maggiormente coinvolte nei sequestri sono piazza Garibaldi, piazza Libertà e dintorni, piazza Goldoni, diversi giardini pubblici, il viale XX settembre e alcune zone del rione di Valmaura. Il 70 per cento dei sequestri avviene nelle piazze sopracitate e nella periferia sud. Nell'analisi a 360 gradi però, va puntualizzato che non sempre vengono individuati coltelli serramanico: molte volte (come nel caso dell'accoltellamento tra stranieri di piazza Carlo Alberto) vengono utilizzati coltelli per alimenti, che si possono trovare agevolmente in qualsiasi cucina.   

"Atti gravi che per miracolo non finiscono in tragedia"

In generale il centro città è osservato speciale da parte delle forze dell'ordine, perché nelle zone sopracitate insistono spesso gang di minori stranieri non accompagnati che girano spesso con addosso una lama. Un tema, quello della presenza dei coltelli, che si inserisce a pieno titolo nella questione sicurezza e nelle considerazioni di carattere culturale. "Atti gravi come questi - così il segretario del Sap Lorenzo Tamaro - ormai sono quotidiani in tutte le città, anche a Trieste. Sono quotidiane le risse con il coltello, violenze e reati che riempiono le pagine di cronaca, che per puro miracolo non finiscono in tragedia e che sotto il profilo giudiziario si “risolvono” troppo spesso con una denuncia a piede libero". C'è un ultimo dato che preoccupa l'opinione pubblica e la prima linea dell'ordine pubblico: nel passato della nostra città la presenza dei coltelli non sarebbe mai stata così evidente come oggi.  

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