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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Il Covid e i consiglieri no vax impongono prudenza, il dibattito in aula sarà ancora online

Il primo consiglio comunale del Dipiazza quater verrà svolto ancora da remoto. Troppo alti i rischi legati alla curva esponenziale dei contagi, troppe le insidie che si nascondono tra i convinti oppositori del decreto green pass

Il primo consiglio comunale del Dipiazza IV verrà svolto da remoto. Troppo grande la paura per la curva esponenziale dei contagi che "cresce molto rapidamente e non tende a scendere" e troppe le insidie che si nascondono dietro ai consiglieri sprovvisti di green pass. Tra no vax convinti e teorie complottiste che di istituzionale possiedono ben poco, l'amministrazione ha quindi deciso di optare per una linea prudente. Il neoeletto del Movimento 3V, il friulano Ugo Rossi, si è già reso protagonista di uno scontro con il palazzo. La polizia locale ha vietato l'entrata al trentenne no vax (imputato nel processo per i fatti di viale Sanzio ndr) e per tutta risposta è scattata una denuncia in questura. 

Chi strizza l'occhiolino ai no vax

Se sul fronte della giunta la maggioranza ha trovato la quadra (nonostante le lunghe ed animate discussioni, non prive di frizioni e qualche ennesimo mal di pancia per la nomina ad assessore della deputata Sandra Savino), tra i banchi del centrodestra (ma non solo) ci sarebbe più di qualcuno che digerisce a fatica il decreto green pass. Tra i più scettici nei confronti della situazione attuale troviamo anche la consigliera della Lega Monica Canciani. Sui social ha più volte manifestato la propria contrarietà sulle azioni del governo in materia di emergenza sanitaria. "Preferisco non commentare" ha detto a TriestePrima.   

FdI sta con Puzzer, la Lega al bivio tra Giorgetti e Salvini

Prese di posizione che però non piacciono al governatore del Friuli Venezia Giulia, sempre più istituzionale nel ruolo e nei modi, e convinto sostenitore della campagna vaccinale per poter far ripartire il Paese. "Basta con queste idiozie dette da gente che ha preso la laurea su Facebook e ci viene a spiegare la medicina. I vaccini funzionano, non sono sperimentali" ha tuonato il presidente della Conferenza Stato-Regioni nei giorni scorsi. Più a destra del Carroccio le cose non sembrano andare meglio. I sovranisti di Fratelli d'Italia, schierati a favore di Stefano Puzzer dopo l'emissione del foglio di via per un anno da parte della questura di Roma, da tempo strizzano l'occhiolino al dissenso della piazza. Tra antiche nostalgie e militanze giovanissime, il FdI guidato da Claudio Giacomelli ha detto di voler essere "il miglior partito" in aula. 

In ballo il futuro di una città

Al netto dei megafoni no vax e di qualche consenso racimolato sui gruppi social, i lavori in aula per il Dipiazza quater si aprono con poche e solide certezze. Lo stesso sindaco al comando, Giorgio Rossi e Carlo Grilli scudieri di sempre e garanzia che il viaggio non subisca scossoni. Intanto la presidenza consiliare è ancora da eleggere e da remoto toccherà a Michele Lobianco bacchettare i neoeletti. Sotto, scalpitano i meloniani ansiosi di governare, con la Lega decisa a difendere il proprio ruolo con le unghie e con i denti. Le sinistre non perso tempo e hanno messo subito nel mirino la Savino a causa del doppio ruolo. Adesso Trieste dice di essere a favore della campagna vaccinale ma vede di cattivo occhio il divieto di manifestare in piazza Unità emesso dal prefetto.  

Le nuove sfide e i vecchi problemi

Le sfide sul tavolo del primo cittadino sono molte. Dal far ripartire il tram (ancora fermo), alla galleria di piazza Foraggi, per non parlare di porto vecchio (con la pesante delega a Everest Bertoli, quasi un passaggio di consegne tra l'ex assessore leghista Luisa Polli e il neoassessore), solo per iniziare con le più evidenti. In ballo c'è il futuro di una città che negli ultimi tempi ha fatto parlare di sé più per la sua capacità di attrazione dei no vax da tutta Italia che per la sua asburgica integrità morale. "Valuteremo i danni d'immagine" questa l'intenzione del sindaco. Sulla scrivania poi vi sono anche gli investimenti privati, la ricostruzione della piscina terapeutica, il fantomatico progetto dell'ovovia e la manutenzione ordinaria del quadro urbano. Nel sistema Paese, inoltre, c'è la sfida alla transizione digitale ed ecoogica, temi che sono in agenda ormai dappertutto, anche alla luce degli sviluppi del vertice di Glasgow. 

Insomma, tra la complicata situazione epidemiologica, manifestazioni di piazza e dibattiti in aula con una opposizione quasi del tutto rinnovata, il quarto e ultimo mandato di Roberto Dipiazza è pronto a partire. [continua]

   

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