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"Un consorzio tra città mitteleuropee con capitale Trieste", la proposta di Triesteuropea

Claut: "Sarà la porta per accedere a diversi finanziamenti europei da cui l'italia è esclusa e ci saranno diversi servizi comunali che possono entrare in un circuito più internazionale e quindi avere diversi vantaggi e opportunità di lavoro"

“Un consorzio internazionale con Trieste capitale a cui possono partecipare tutte le capitali dell'ex impero asburgico, austroungarico e dell'area centro europea per poter avere la possibilità di ottenere dei finanziamenti non solo dall'europa ma anche da sponsor privati per iniziative culturali, sociali e imprenditoriali, tra cui concerti e festival internazionali”. Questa la proposta del movimento Triesteuropea, illustrata oggi, 11 febbraio dal candidato sindaco Alessandro Claut e dai candidati Enrico Pagliari e Maria Struffi.

“All'interno di questo consorzio – spiega Claut – ci saranno diversi servizi comunali che possono entrare in un circuito più internazionale e quindi avere diversi vantaggi e opportunità di lavoro. L'idea è quella di tornare ad avere i servizi comunali all'interno dell'area comunale e non appaltarli a cooperative che sono tali soltanto di nome ma non di fatto, basti pensare che in alcuni casi i dipendenti vengono pagati 3,50 euro all'ora. Con un'azienda municipalizzata inserita in una rete europea i lavoratori potrebbero essere pagati e riconosciuti come meritano”.

Secondo il candidato sindaco, il rigido codice etico vigente a Vienna farebbe da garante a migliori condizioni nei confronti dei lavoratori. I vantaggi derivanti da questo consorzio internazionale, anche in virtù di una quotazione in borsa, sarebbero molteplici secondo Trieste Europea. “Ci permetterebbe di entrare in una rete di finanziamenti da cui finora siamo stati esclusi, perché non c'è mai stata la volontà da parte dell'Italia di entrare in questo circuito”.

Relativamente alla scena politica triestina Claut ha dichiarato che: “La campagna elettorale è triste”, e spesso la politica “si concentra sui localismo, piccole battaglie e polemiche. Ci sono dei giovani che pensano come vecchi. Dobbiamo imparare a pensare in grande, Trieste ha tutte le potenzialità per farlo, specialmente con gli sviluppi a livello portuale degli ultimi anni”.

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