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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
I vincitori

Trieste Film Festival: i vincitori della 34esima edizione

Sonne di Kurdwin Ayubil si aggiundica la vittoria del Premio Trieste alla rassegna dedicata alla produzione dell'Europa centro orientale

Va a Sonne della regista curdo-austriaca Kurdwin Ayub il Premio Trieste assegnato dalla giuria al miglior lungometraggio in concorso alla 34esima edizione del Trieste Film Festival, in programma dal 21 al 28 gennaio. Di seguito la motivazione: per averci trascinati con energia travolgente in un vortice sospeso tra il rispetto per le tradizioni e il desiderio di modernità. Per aver interrogato, più che suggerito risposte, per aver schivato il giudizio, privilegiando la comprensione. Per aver indagato senza dogmi, e usando la lingua del presente, le questioni ancora irrisolte delle radici, della religione e dell'identità delle nuove generazioni figlie dei flussi migratori, attraverso lo sguardo di tre giovani donne in cerca del loro posto nel mondo. La giuria ha inoltre attribuito due menzioni speciali: Safe place di Juraj Lerotic (Croazia, 2022) e Black Stone di Spiros Jacovides (Grecia, 2022)

Il Premio Alpe Adria Cinema è stato assegnato a Scentes with my father di Biserka Suran (Olanda, 2022), definita dalla giuria, "una perla di cinema che descrive una famiglia di migranti nell'Europa di oggi". Menzione speciale a Fragile Memory di Ihor Ivan'ko (Ucraina-Slovacchia, 2022). Passando al Premio TSFF Shorts, offerto dalla Fondazione Osiride Brovedani, la vittoria è di Plima di Eva Vidan (Croazia, Stati Uniti, 2022), per il "delicatissimo racconto con gli occhi infantili di una società premoderna, femminile, dove le donne, di generazione in generazione, presiedono al focolare domestico". La giuria ha inoltre assegnato due menzioni speciali a: Where no ships go di Vlad Buzaianu (Romania, 2022) e Sheets di Evi Gjoni (Albania, 2022)

I film dei tre concorsi sono stati “giudicati” anche dal pubblico e con il loro voto hanno decretato i vincitori dei Premi del Pubblico: Black stone di Spiros Jacovides (Miglior Lungometraggio) e The Hamlet syndrome di Elwira Nieweira, Piotr Rosolowski (Miglior Documentario). Miglior Cortometraggio: ex aequo Not tomorrow di Amerissa Basta e Sheets di Evi Gjoni.

Gli altri premi

Love is not an orange di Otilia Barbara ha vinto il Premio CEI, destinato al film che meglio interpreta la realtà contemporanea e il dialogo tra le culture. Il Premio Corso Salani 2023 è stato assegnato a Il cerchio di Sophie Chiarello. Il Premio Eastern Star 2023 che riconosce una personalità del mondo del cinema che con il suo lavoro ha contribuito, proprio come il Trieste Film Festival, a gettare un ponte tra l’Europa dell’est e dell’ovest, è stato vinto da Krzysztof Zanussi. Un altro speciale Eastern Star Award non cinematografico è andato a Zdenek Zeman. E ancora, il Premio Cinema Warrior 2023 che riconosce l’ostinazione, il sacrificio e la follia di quei “guerrieri” – siano essi singoli, associazioni o festival – che lavorano (o meglio: combattono) dietro le quinte per il Cinema, è stato riconosciuto a Fuori orario. Il Premio Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa al miglior documentario in concorso è stato vinto da The Hamlet Syndrome di Elwira Niewiera, Piotr Rosolowki. Il Premio Cineuropa al miglior lungometraggio in concorso è stato consegnato a Butterfly vision di Maksym Nakonechnyi.

Il Premio Giuria PAG – Progetto Area Giovani del Comune di Trieste, assegnato da una giuria di giovani tra i 18 e i 35 anni, rappresentanti di associazioni giovanili, al miglior cortometraggio in concorso è stato riconosciuto a Not tomorrow di Amerissa Basta. Menzione speciale a Airhostess 737 di Thanasis Neofotistos. Il Premio SNCCI al Miglior film della critica 2022 è stato vinto da Gli orsi non esistono di Jafar Panahi, mentre Piccolo corpo di Laura Samani si è aggiudicato il titolo di il Miglior film della critica italiano 2022. Il Laser Film Award è andato alla co-produzione croato-italiano- slovena Fiume o morte! di Igor Bezinovic e, infine, l'HBO Europe Award è stato assegnato a A day, 365 hours, progetto turco/croato del regista Eylem Kaftan e produttore Zeynep Koray.

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